Diritto al cibo, Regione apripista

La conferenza delle assemblee regionali segue l’esempio abruzzese
PESCARA. Il diritto al cibo entra negli Statuti delle Regioni italiane, sul modello di quanto già fatto dal Consiglio regionale dell’Abruzzo. E’ quanto emerso nei padiglioni dell’Expo di Milano, nel corso della seduta plenaria della Conferenza delle Assemblee legislative italiane, a cui ha partecipato il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio. Alla riunione, convocata dal coordinatore della Conferenza Eros Brega, è intervenuta Diana Bracco, commissario del Padiglione Italia dell’Expo, che ha rimarcato il ruolo delle Regioni nella promozione di politiche volte a garantire il diritto a una alimentazione adeguata dei cittadini. Di Pangrazio, nella sua relazione, ha sottolineato come l’Abruzzo, prima Regione in Italia, abbia già votato – il 10 marzo scorso - l’inserimento di un nuovo articolo nel proprio Statuto, che va proprio in questa direzione. «Abbiamo voluto lanciare un messaggio», ha sottolineato il presidente «il diritto al cibo, infatti, non è solo diritto al sostentamento, ma anche alla salute e alla dignità stessa dell'individuo. Nei mesi scorsi il ministro Maurizio Martina aveva parlato della necessità di inserire il diritto al cibo nella nostra Costituzione. Noi in Abruzzo abbiamo raccolto l’invito, inserendo questo diritto nella nostra Carta fondamentale». Le parole di Di Pangrazio sono state da ulteriore stimolo alla Conferenza, che ha approvato all’unanimità una risoluzione che impegna i Consigli regionali di tutta Italia a seguire l’esempio abruzzese, e a introdurre nei rispettivi Statuti il principio del “diritto al cibo”. L’articolo 7 bis dello Statuto della Regione Abruzzo sarà votato in seconda, e definitiva, lettura nella prossima seduta del Consiglio regionale.
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