Due giovani abruzzesi pestati dal branco a Civitanova Marche

26 Gennaio 2026

I fatti nel weekend alle cinque e mezzo del mattino. Le vittime sono di Chieti e Pescara: 10 nordafricani si accaniscono su uno dei ragazzi

CHIETI. La trasferta del sabato sera, quel rito che spinge i giovani verso le luci delle discoteche, anche di regioni vicine, si è trasformata in una sequenza da ‘Arancia meccanica’ per due ragazzi di 24 anni di Chieti e Pescara. Quello che doveva essere il rientro a casa dopo una nottata di svago è ora al centro di un’indagine dei carabinieri, che – per dare un volto agli aggressori – partono dai fotogrammi sgranati di una violenza che non ammette giustificazioni. Alle cinque e mezzo del mattino, a Civitanova Marche, l’asfalto ha restituito l’immagine di un giovane inerme, preso a calci e pugni dal branco.

Tutto ruota attorno a una Ford bianca ferma in corso Garibaldi, l’auto con cui i due ragazzi speravano di lasciarsi alle spalle la serata trascorsa nella discoteca Donoma. Invece, attorno alla vettura si materializza un gruppo di almeno dieci persone, indicate dalle prime testimonianze come di origine nordafricana. La genesi dello scontro sembra banale, un attrito forse nato all’interno del locale notturno e trascinato fuori, ma l’evoluzione è sproporzionata. Un video, acquisito agli atti e visionato da chi indaga, ha fissato non solo le immagini ma anche i suoni di quei minuti.

L’audio è nitido e gela per la sua ferocia: «Due minuti e ti sfondo la macchina». È l’ultimatum che precede il contatto fisico. Uno dei due abruzzesi prova a opporre la logica alla brutalità, chiedendo un semplice «No! Perché?!», ma la risposta arriva sotto forma di calci. Un aggressore vestito di scuro apre le ostilità, colpendo il ventiquattrenne fino a farlo crollare a terra. Ed è qui, quando la vittima è ormai inerme sui sampietrini, che la violenza cambia passo e diventa accanimento. Le immagini mostrano un secondo uomo, il volto nascosto da un cappuccio bianco, che infierisce sul giovane seduto con una raffica di pugni alla schiena.

Altri si uniscono al pestaggio, in una sproporzione numerica che schiaccia ogni possibilità di difesa. Uno dei ragazzi abruzzesi perde i sensi, restando immobile sul marciapiede. A quel punto, il branco si disperde. È l’amico della vittima, anch’egli colpito ma rimasto vigile, a lanciare l’allarme: «Venite, il mio amico è svenuto. Fate veloce». Il giovane svenuto viene stabilizzato e portato al pronto soccorso di Civitanova: i medici riscontrano traumi al volto e al torace, escludendo il pericolo di vita. L’altro ragazzo, nonostante le botte, rifiuta il ricovero.

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