E De Cecco preferisce il Kamut

Volumi e fatturato in crescita, con l’antico grano egiziano realizza anche la farina
PESCARA. L’”altra pasta” per De Cecco è quella di Kamut, dal nome del grano duro coltivato migliaia di anni fa tra Egitto e Mesopotamia (“Grano Khorasan Kamut”) e che rende il prodotto particolarmente digeribile e con elevate caratteristiche nutrizionali. Tanto che alcune società di calcio professionistiche lo inseriscono nel menu pre-partita dei loro giocatori.
Certo, non ha nulla a che fare con il “glutin free” per i celiaci, ma quello del Kamut è un settore altrettanto in crescita al punto che la stessa De Cecco (nella foto il presidente Filippo Antonio) ha cominciato a realizzare per prima (e forse unica) la farina di Kamut. Prodotto negli Usa tramite agricoltura biologica, il Kamut ha un sapore dolciastro con alcune note di noce.
La De Cecco ha cominciato a puntarci dal 2006: spaghetti, fusilli, penne, tubetti, farfalline, mezze maniche, tagliatelle. Sono poi stati aggiunti ilpan soffice, cracker e grissinotti. E il mercato ha reagito.
Il pastificio di Fara San Martino copre da solo il 30,6 % del settore (fonte Nielsen) ed è leader nelle vendite tra i grandi marchi, superato solo dalla somma dei marchi della grande distribuzione. La pasta Kamut ha portato nel 2014 un fatturato di 5.291.946 euro (dei quali “solo” 108.487 euro all’estero), con 10.089 quintali venduti, 278 dei quali all’estero.(a.mo.)
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