E i centri commerciali sono nel guado

5 Giugno 2015

Sono tanti in una regione piccola come la nostra e i consumi sono calati. Il risultato? Lavoro precario in attesa di una scossa

PESCARA. L'Abruzzo è la regione con più metri quadri di gallerie commerciali per abitante, ma, nonostante questo, i centri commerciali soffrono, al pari dei negozi di città, i duri colpi inferti dalla crisi. Le code, la folla e il fatto che le "piazze" dei centri commerciali abbiano sostituito quelle reali spesso traggono in inganno rispetto alla realtà. Una realtà che, a detta degli esperti, è fatta di precarietà, licenziamenti e crollo dei consumi.

Se i primi a cadere a causa della crisi sono stati i piccoli negozi dei centri urbani, la durissima congiuntura non risparmia nessuno: non solo un continuo aprire e chiudere delle diverse attività collocate all'interno delle gallerie commerciali, ma anche imponenti procedure di licenziamento collettivo da parte dei grandi gruppi.

«L'Abruzzo», sottolinea il segretario regionale della Filcams-Cgil, Luca Ondifero, «non ha mai avuto un piano regolatore commerciale e questa mancanza di strategia ha portato ad un territorio così popolato in termini di metri quadri di centri commerciali per abitante. Tutto ciò ha prodotto in molti casi un'offerta superiore alla domanda. C'è una sproporzione e, tale situazione, con la crisi, si è palesata. Calano i consumi e l'offerta è eccessiva. Si stanno producendo effetti disastrosi per i lavoratori e per i consumatori».

Dopo i licenziamenti dello scorso anno a Bricocenter, il sindacalista ricorda la procedura di licenziamento collettivo avviata a livello nazionale da Auchan per 1.426 lavoratori. In Abruzzo ci sono due punti vendita: Pescara, dove sono a rischio in 40, e Cepagatti, dove, pur non essendo stato dichiarato alcun esubero, la situazione viene definita "allarmante". In entrambi i casi da alcuni anni si va avanti con i contratti di solidarietà.

Problemi anche per Media World, con diversi punti vendita in Abruzzo. La società Media Markt ha dichiarato oltre 900 esuberi, di cui una cinquantina in Abruzzo. La trattativa è in corso e si fa strada l'ipotesi del contratto di solidarietà. Problemi anche per l'Iper di Città Sant'Angelo dove da tempo si parla di esuberi, mentre vivono una situazione più tranquilla i punti vendita di Ortona e Colonnella.

Ondifero ricorda poi i "grandi problemi" di Mercatone Uno, presente a Pineto e a San Giovanni Teatino; anche in questo caso è in corso la trattativa nazionale. Per quanto riguarda l'Outlet Village di Città Sant'Angelo, il segretario della Filcams sottolinea che «non c'è una situazione stabile».

L'auspicio, per Ondifero, è la creazione di un osservatorio sulla crisi, tra istituzioni e sindacati, per «capire concretamente che cosa sia accaduto».

Lorenzo Dolce

©RIPRODUZIONE RISERVATA