E l’opposizione affila le armi

Il M5s: un errore i tagli all’Arta. Di Dalmazio e Fi: si devono abbassare le tasse
L'AQUILA. L'ultimo a uscire dall'Emiciclo è stato il presidente della commissione Bilancio Maurizio Di Nicola (Centro Democratico) tutto sommato soddisfatto e tranquillo di come è andata la discussione nella sala più avvezza alle levate di scudi, come la stanza della Prima commissione, al secondo piano della sede del consiglio regionale. Meno soddisfatti e pronti a smontare punto per punto il bilancio di previsione 2017-2019, che «non brilla di coraggio», sono i consiglieri di opposizione. Troppi tagli ai servizi e alle società partecipate, eccessivo carico fiscale: queste le critiche principali a un bilancio che non può volare troppo in alto. «Anzi, va sempre più in basso», è il commento del grillino Domenico Pettinari, affranto in particolare per l'ennesima riduzione dei finanziamenti per l'Arta, l'Agenzia regionale per la tutela dell'ambiente: «Ma come? L'Abruzzo non dovrebbe essere la regione verde d'Europa? A me pare che la giunta regionale a tutto pensi, tranne che alla salute dell'ambiente. Nel bilancio di previsione per l'Arta sono stati previsti solo 750mila euro di trasferimenti, a fronte dei circa 1,5 milioni degli anni precedenti, per una riduzione di circa il 50% delle risorse. Andrebbero aumentati i fondi per l'Arta, non diminuiti, dato che è l'unico strumento efficace per combattere i disastri ambientali e prevenire l'inquinamento. Più volte abbiamo denunciato che l'Agenzia è costretta a operare con apparecchiature obsolete e avrebbe necessità di tecnologia all'avanguardia per poter meglio monitorare i nostri fiumi, il mare, l'aria, il suolo e il sottosuolo. Solo una politica miope può tagliare risorse sulla tutela ambientale dopo lo scandalo della discarica di Bussi, definita la più grande d'Europa».
Dello stesso avviso Mauro Febbo di Forza Italia, preoccupato in generale per i tagli alle società partecipate della Regione, ma che ribadisce come fra le spese aggiuntive vi siano quelle per la segreteria di giunta, destinate «probabilmente a una serie di voci variegate, che vanno dai consulenti ai portaborse». Febbo non nutre buone speranze nemmeno per i trasporti pubblici, dove prevede «tagli alle linee a danno delle aree interne».
Rincara la dose il collega capogruppo Lorenzo Sospiri, che commenta all'insegna del «ve l'avevamo detto». «Con questo bilancio la tassazione aumenta da 438 a 448 milioni, non abbiamo ancora visionato bene il documento», spiega Sospiri, «ma può trattarsi dell'aumento della base imponibile e non di gettito fiscale. Quindi la tassazione è probabile che resti com'è: invariata e al massimo».
«A che cosa è servito uscire dal commissariamento, se non se ne vedono i benefici nel bilancio di previsione?»: a domandarselo è Mauro Di Dalmazio (Abruzzo Futuro), secondo cui il bilancio si caratterizza per i forti tagli senza alcuna riduzione del carico fiscale. «Nonostante l'uscita dal commissariamento della Sanità, che impose all'epoca un maggiore carico fiscale, i cittadini», afferma, «non ne traggono ancora alcun beneficio». (m.g.)

