E Megalò 2 ricompatta la politica

Dal no di D’Alfonso a quelli di Marcozzi, Febbo e Sospiri: tutti contro Merlino
CHIETI. L’annullamento delle ordinanze di divieto a costruire il Megalò 2 deciso dal Genio civile scatena una reazione ampia e trasversale che va da Forza Italia ai 5 Stelle passando per il Pd. Il nuovo centro commerciale ha il potere di ricompattare la politica in piena sfida elettorale. Tutti per il no, tutti contro il progettista Domenico Merlino. «La partita sulla realizzazione del Megalò 2 a Chieti non è affatto chiusa. Siamo contrari da sempre a questa ipotesi di velocizzatori senza verifiche veritiere, completate ed esaustive, e metteremo in campo tutte le risorse dell'ordinamento a nostra disposizione per scongiurare un'eventualità così incerta ed impattante su un sito ad alta criticità poiché posto a ridosso di un'asta fluviale di notevoli dimensioni». Così afferma il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso che annuncia: «Interverrò personalmente alla prossima riunione del comitato di Valutazione di impatto ambientale per chiedere al comitato stesso il rigore della lettura di tutti gli elementi in campo». Per Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo, quindi per Forza Italia, «i Comuni di Chieti e Cepagatti non possono che considerare le richieste di concessione edilizia per Megalò 2 assolutamente scadute. Per di più, dicono, «il Comitato Via si è espresso con parere negativo anche alla richiesta di una variante rispetto alla dimensione e alla tipologia dell'edificato proposto per il nuovo centro commerciale, come da noi auspicato in sede di presentazione delle osservazioni e dimostrato in sede di audizione». Arriviamo ai 5 Stelle che parlano di: «Inaccettabile lassismo e superficialità con cui il presidente D'Alfonso e il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio, stanno gestendo il procedimento autorizzativo». La consigliera regionale Sara Marcozzi chiede di «bloccare immediatamente le volture delle concessioni (dalla Sirecc alla Sile, ndr) e i progetti. «È bene ricordare», aggiunge, «che è ancora pendente il ricorso al Tar promosso dalla società Sile contro il provvedimento emanato dal Comitato Via lo scorso marzo. A questo si aggiunga che le opere messe in campo dalla Sile, a cominciare dalle palancolature, stravolgono l'assetto idrogeologico dell'area. Basti pensare che in caso di precipitazioni copiose l'argine costruito per proteggere l'area potrebbe causare l'allagamento delle strade e delle aree al di fuori del centro commerciale. Una variazione che di fatto muta completamente la mappa del Piano stralcio di difesa dalle alluvioni. Per questo», conclude la Marcozzi, affiancata dalla consigliera comunale Manuela D’Arcangelo, «chiederemo all'Autorità di Bacino di verificare se le novità a livello strutturale adottate dalla Sile abbiano modificato l'assetto idrogeologico relativo alle mappe del Psda». Infine le associazioni che affermano: «Il Genio civile non ha titolo per rilasciare permessi edilizi visto che altre sono le sue funzioni. Il permesso a costruire a suo tempo emesso dai Comuni di Chieti e Cepagatti rimane invalidato dalla bocciatura del Comitato Via e dovrà essere revocato o annullato», sottolineano Wwf Chieti-Pescara, Confcommercio, Confesercenti, Aniac, Cna e Upa Chieti «Il prossimo passaggio sarà l'udienza di fronte al Tar di Pescara, prevista al momento per il 23 marzo, nella quale», concludono, «chiederemo il definitivo stop al Megalò 2». Ma nessuno impedisce a Sile e Merlino di partire con i lavori per poi chiedere variante in corso d’opera. (c.s.)

