E per il Genio Civile arrivano nuove regole

La Regione recepisce la riforma Madia. Barattelli (Ance): risolto alla radice il blocco burocratico
L'AQUILA. Con un regolamento attuativo della legge di riforma del Genio civile, che recepisce i dettami della riforma Madia per la semplificazione dei processi amministrativi, la Regione corre ai ripari e corregge il grande caos che ha travolto in particolare il processo della ricostruzione. “L'imbuto” del Genio civile viene risolto nell'unico modo possibile: riportando tutto a com'era prima. Prima che la Regione, nel 2015, decidesse di attuare - senza accertarsi di avere gli strumenti per farlo (il personale) - una norma del testo unico sull'edilizia del 2001, recepita dalla giunta Chiodi nel 2011. Un cambiamento in realtà diventato effettivo l'anno scorso e che ha letteralmente bloccato la ricostruzione del cratere sismico abruzzese nel momento in cui l'iter per l'autorizzazione sismica da regime di deposito è passato a quello di autorizzazione. Tale passaggio prevede che le pratiche della ricostruzione, anziché essere depositate, devono essere controllate in ogni loro parte per migliaia di pagine ed è diventato per un anno la “ghigliottina” della ricostruzione. Ma negli uffici dei quattro Geni civili abruzzesi non c'è abbastanza personale per farlo, soprattutto all'Aquila, il più grande cantiere d'Italia, dove si procede con 7 ingegneri e dall'aprile scorso sono in giacenza 350 pratiche. Un'impasse pericolosa per una città (e decine di Comuni) da ricostruire rapidamente se si vuole scongiurare lo spopolamento dei centri storici. Senza l'autorizzazione del Genio civile, infatti, nessun cantiere può partire. Dopo mesi di polemiche, giovedì sera il regolamento varato dalla Commissione Territorio presieduta da Pierpaolo Pietrucci. Il provvedimento consentirà di azzerare le 350 pratiche giacenti negli uffici attraverso una procedura semplificata che eviterà la lunghissima trafila dell’esame di merito dei progetti, attraverso l’autorizzazione immediata, come avveniva con il regime di deposito vigente prima della riforma del Genio Civile. Si prevede un risparmio temporale dai sei ai nove mesi alle imprese (e ai cittadini) e sbloccando immediatamente circa 350 cantieri. Non si torna al vecchio regime di deposito tout court, che prevedeva l'estrazione (per un controllo a campione) del 10% delle pratiche. Adesso il regime di deposito sarà basato su un'estrazione differenziata a seconda del tipo e dell'entità degli interventi da eseguire. Detto semplicemente, per le pratiche di minore importanza valgono le vecchie regole ed estrazione nella misura del 15%; per quelle più “pesanti” si procederà con l'autorizzazione sismica con verifica puntuale. E' il caso (c'è un elenco preciso) degli edifici pubblici strategici, di quelli oggetto di violazioni urbanistiche (ad esempio condoni), sovraelevazioni, edifici ricadenti in zone a rischio idrogeologico: le categoria più a rischio. «Bene ha fatto la Regione Abruzzo a tagliare alla radice un gorgo burocratico che nel giro di poco tempo avrebbe ingoiato il futuro del nostro cratere», commenta il presidente di Ance L’Aquila Ettore Barattelli, mentre per l'assessore alla Ricostruzione dell'Aquila Pietro Di Stefano «finalmente viene a essere adottata una strada che ho indicato sin dall'inizio».
Marianna Gianforte

