E per il maiale nero d’Abruzzo è nato il consorzio di tutela

PESCARA . Sette aziende, venti allevatori, 800 maialini nati nel primo anno. Parte dal Consorzio di tutela del maiale nero d’Abruzzo, la “sfida” ai grandi marchi per lanciare sul mercato prodotti...
PESCARA . Sette aziende, venti allevatori, 800 maialini nati nel primo anno. Parte dal Consorzio di tutela del maiale nero d’Abruzzo, la “sfida” ai grandi marchi per lanciare sul mercato prodotti derivanti da allevamenti sostenibili, rispettosi del benessere degli animali, alimentati esclusivamente con cereali, ghiande, e tutto ciò che la natura mette a disposizione. Sì, perché i maiali sono allevati all’aperto, non più di 25 capi su una superficie di un ettaro, sulla quale vengono realizzati dei ricoveri per ripararsi dalle intemperie. Una scommessa che nasce da un’idea del professor Giuseppe Martino, docente alla facoltà di bioscienze dell’Università di Teramo, e di un veterinario, Simone Angelucci, che hanno voluto dare una chance a una razza autoctona di suino, una razza rustica che stava scomparendo, soppiantata da quelle ad alta resa, e agli allevatori locali, che con investimenti ridotti possono contare su un’importante integrazione al reddito aziendale. Il maiale nero d’Abruzzo rende meno, è più magro e più piccolo, la carne ha una consistenza diversa (perché vive all’aperto e si muove, al contrario di quelli allevati nelle stalle intensive che hanno a disposizione un metro e mezzo di spazio), ma può rappresentare una risorsa per gli allevatori abruzzesi, purché si giunga alla definizione di un disciplinare che consenta di conquistare una Dop o una Igp. E competere sul serio con i grandi marchi. Ne è convinto l’assessore regionale all’agricoltura, Dino Pepe, che ieri con il professor Martino ha presentato il consorzio. Per ora sono sette le aziende che ne fanno parte, ma è aperto a tutti, purché chi aderisce sia disposto a rispettare il “protocollo” d’allevamento. Erano presenti anche i rappresentanti di cinque delle sette aziende coinvolte: Amedeo Mellone (azienda agricola San Martino, di Pescomaggiore, frazione del comune dell’Aquila), Franco Del Beato (azienda Nero Peligno di Vittorito), Luciano Costantini e Tommaso Sturmo, laureato in biotecnologie, dell’azienda agricola Costantini Slow (Mosciano Sant’Angelo) e Davide Marrongelli (tenuta agricola Marrongelli, di Rapino).
«Puntiamo molto sulla qualità e sull’innovazione», ha detto l’assessore Pepe. «Il recupero delle eccellenze e la valorizzazione delle microproduzioni rappresentano la nuova frontiera dell’agricoltura di qualità. Il Consorzio del maiale nero favorisce l’aggregazione, punta sulla biodiversità e vede protagonisti i giovani allevatori». A coordinare il progetto il professor Martino. «La zootecnia ha subito un profondo cambiamento negli ultimi 50 anni», ha spiegato, «siamo passati da una produzione di quantità, registrata nella metà del ’900, a una produzione di qualità; la riscoperta di razze in via di estinzione si incammina verso questa direzione». Il consorzio sarà presente anche al prossimo salone del gusto di Torino. (a.bag.)
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