Ecco i primi scaffali vuoti in regione. L’Abruzzo paga pegno

20 Ottobre 2026

Scarseggiano i prodotti freschi ad Atessa, Lanciano, Pescara e L’Aquila

ATESSA

Arrivano anche nei supermercati e punti vendita abruzzesi i disagi provocati dai blocchi dei camion contro il caro carburanti. Banchi dell’ortofrutta vuoti e scaffali poco forniti sono gli effetti più evidenti causati dalle proteste di autotrasportatori e agricoltori in alcune zone del Sud Italia. Accade ad Atessa, Lanciano, Ortona e anche a Pescara e L’Aquila.

È un fenomeno che interessa diversi altri Paesi Europei; al 12 ottobre questi erano alcuni prezzi medi del gasolio: Italia, 2,232 euro; Austria, 2,160; Belgio, 2,410; Danimarca, 2,689; Francia, 2,326; Germania, 2,258; Norvegia, 2,653; Spagna, 1,886; Regno Unito, 2,366.

Se fino a ieri le segnalazioni degli scaffali vuoti arrivavano dalla Puglia, Calabria e Sicilia, adesso ripercussioni si hanno anche in Campania e, appunto, in Abruzzo. Perché gli scaffali cominciano a essere vuoti? La distribuzione delle merci scaturisce da una rete di tir, magazzini, centri logistici e punti vendita. Senza tralasciare, si intende, i produttori. Tutti questi snodi devono funzionare come un unico sistema, ma interrompere il trasporto su ruote, blocca il resto della filiera. Perché colpisce più frutta e verdura, latte e latticini freschi, altri alimenti deperibili? Perché sono prodotti che non possono essere accumulati per settimane nei magazzini e quindi sono forniti con più frequenza grazie alla rete di autotrasportatori del Mezzogiorno, dove è iniziata la protesta contro il caro carburante con blocco di diverse arterie stradali. Ma se la protesta dovesse proseguire le difficoltà potrebbero allargarsi ad altri prodotti.

Il deserto degli scaffali di alcune catene di supermercati dipende anche dalla struttura della propria catena di fornitura. Il caso dell’Eurospin è eloquente: per garantire prezzi più bassi rispetto alla media l’azienda ha una linea di approvvigionamento “breve”, continua e molto efficiente. La maggiore vicinanza al produttore permette di alleggerire i costi. L’altra faccia della medaglia però è la limitata capacità di stoccaggio. Perché, semplicemente, in condizioni normali non ne ha bisogno. C’è poi il caso di discount come l’Md, che ha un grande centro di stoccaggio in Campania e che quindi sconta più degli altri gli effetti dei blocchi stradali dei camionisti.

Il sindaco di Atessa Giulio Borrelli osserva: «Questi problemi sono stati sottovalutati anche grazie ai media nazionali, ma adesso il consumatore se ne rende conto. È una condizione generale, come riconosciuto dal presidente del Consiglio, che dipende dalle guerre soprattutto quella che interessa lo stretto di Hormuz: sarà difficile venire fuori. A pagarne le conseguenze, oltre ai consumatori che vedono scaffali vuoti e aumenti di prezzi negli ultimi mesi, ci sono anche le imprese e gli enti locali. Questi ultimi non possono scaricare su nessuno l’aumento dei costi di energia elettrica per la pubblica illuminazione e il riscaldamento degli edifici pubblici. È un fenomeno che, a pioggia, colpisce tutti».

La situazione è molto diversa tra Nord e Sud e persino tra supermercati situati nella stessa regione. Dipende dalle rotte utilizzate per le consegne, dalla disponibilità delle scorte e dalla durata dei blocchi nella singola area.

La mancanza dei prodotti genera la psicosi dei consumatori che acquistano merce a volte in modo incontrollato. La paura più immediata è legata all’idea che i supermercati possano rimanere completamente vuoti. Tutto ciò genera anche speculazioni con un aumento di prezzo dei prodotti. In una nota Coldiretti, Filiera Italia, Unaproa, Assocarni, Unaprol Impresapesca Coldiretti e Aia dichiarano: «È necessario garantire la consegna dei prodotti alimentari per assicurare le forniture alla popolazione ed evitare speculazioni e scaffali vuoti in un momento di grandi tensioni per la filiera». A questo fa da eco il Codacons: «Condividiamo pienamente le proteste degli autotrasportatori ma non permetteremo che a pagare il conto di tale situazione siano i consumatori per tale ragione invitiamo il governo a vigilare con la massima attenzione contro abusi e speculazioni che potrebbero verificarsi in queste ore, e siamo pronti a rivolgerci alle procure della Repubblica di tutta Italia al fine di tutelare gli interessi delle famiglie italiane». Perché alla fine, l’ultimo anello di tutto il sistema sono le famiglie che già sono costrette a subire congiunture economiche internazionali e che rischiano di trovare meno scelta o di subire ulteriori rincari sul carrello della spesa. È una situazione che deve essere monitorata dalla Regione Abruzzo che deve garantire un’attenzione costante.