Calcio

L’Ostiamare resta in 10, il Pescara ringrazia e porta a casa la vittoria

19 Ottobre 2026

Alla lettura delle formazioni pioggia di fischi per Buscè, contestato anche Merola poco prima del suo ingresso in campo. Decidono le reti di D’Ausilio ed Erradi  

PESCARA. Il Pescara torna a sorridere sul campo e con un gol per tempo liquida l’Ostiamare portando a casa tre punti preziosissimi. Finisce 2-0 per i biancazzurri, gara fortemente condizionata dall’espulsione di D’Andrea al 28° del primo tempo. L’attaccante ospite ha commesso un fallo di reazione ai danni di Capellini, Buscè ha richiesto la card FVS e Nigro di Prato ha dato ragione al Pescara.

Si gioca davanti a 4.700 spettatori, applausi per il ritorno all’Adriatico Cornacchia di Riccardo Brosco e Riccardo Tonin, Buscè rilancia Capellini in difesa per Nardin e Meazzi nel tridente offensivo. Panchina per Vitali e Merola.

Pronti via e subito un pericolo per parte. Meazzi imbecca bene Valzania, il suo cross basso non trova compagni liberi in area. Dalle parti di Fiorillo Tonin ha la palla buona ma calcia male con il sinistro. Partita sostanzialmente equilibrata, D’Ausilio sembra avere una marcia in più spesso accompagnato da un Matteo Motta in costante crescita. Meazzi va a prendere posizione per vie centrali, D’Ausilio lo vede e gli regala un bel cioccolatino da scartare ma l’ex Entella calcia male di destro.

Poi l’episodio che cambia la gara. Ostiamare in 10 e Pescara che spinge forte sull’acceleratore. Sugli sviluppi di un corner l’occasionissima capita a Bilad Erradi. La mezzala si trova al posto giusto a due passi dalla porta dopo la spizzata di testa di Capellini ma calcia clamorosamente male. L’Ostiamare prova a chiudere avanti il primo tempo ma si fa male da sola sugli sviluppi di un corner.

Il Pescara e D’Ausilio ringraziano: ripartenza perfetta dell’ex Avellino, Cotali da ultimo uomo non può spendere fallo e D’Ausilio tutto solo firma il vantaggio. Buscè può tornare con il sorriso nello spogliatoio e le cose vanno ancora meglio ad inizio ripresa perché Erradi fa un piccolo gioco di prestigio e di destro chiude la gara.

Partita e tre punti in cassaforte, l’Ostiamare con l’uomo in meno prova a pungere ma per Fiorillo finalmente una serata tranquilla o quasi. Pescara vicino alche al terzo gol ma che spavento per Guccione. Il classe ’92 resta a terra dopo un contrasto ed è costretto ad uscire. Buscè ripropone Graziani play, l’Ostia prova a sorprenderlo con una pressione fortissima ma l’ex Roma esce con classe e qualità e inizia bene la sua partita. Come bella è stata la partita di Gatto, il classe 2005 entrato per Erradi e dopo i minuti finali di Livorno il jolly biancazzurro ha strappato applausi: per Buscè un’opzione concreta in più da sfruttare.

L’ultimo slot di cambi viene utilizzato per sostituire i tre attaccanti ma quando tocca a Davide Merola ecco i fischi del pubblico dell’Adriatico. Un po’ come era successo per Buscè alla lettura delle formazioni. I numeri insindacabili dicono che lo Spezia resta con merito al comando con 13 punti di vantaggio.

Il Pescara, 7 punti nelle ultime 3, ora è 8° a cinque lunghezze dal Ravenna secondo e venerdì prossimo nell’anticipo di Perugia, con diretta televisiva in chiaro su Rete8, c’è la possibilità concreta di dimostrare a tutti che il momento difficile è alle spalle. Buone notizie da Davide Merola che ieri ha fatto uno spezzone di gara ed è abile e arruolabile, da valutare Guccione uscito dolorante dopo il duro contrasto di gioco.

Buscè, cosa dici? Quello che è piaciuto poco è lo sfogo fatto in diretta su Rete8 dal tecnico Antonio Buscè. Tralasciando i contenuti fuori luogo del monologo, Buscè ci ha attribuito situazioni lontane anni luce dal nostro modo di fare. Critiche tecniche sì, e le ripetiamo. Offese e attacco alla persona mai, sono cose che non ci appartengono. Ma un’evidenza traspare. Buscè non si trova bene nell’ambiente biancazzurro. Noi ricordiamo all’allenatore cosa aveva detto ai suoi giocatori che non si trovavano bene a Pescara dopo Avezzano. A ciascuno il suo linguaggio, ma il concetto potrebbe essere lo stesso.

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