Calcio

Buscè sbotta: «Voi offendete, sono stufo. Non sono venuto a Pescara a fare lo scemo del villaggio»

19 Ottobre 2026

Il tecnico biancazzurro contro tutti: «Non accetto che si invitino altri allenatori per dare pareri, così andate oltre il diritto di critica. Le aspettative create dalla società? Io non faccio proclami, il presidente può dire quello che vuole »

PESCARA. A pochi metri dal burrone, il Pescara riesce a raddrizzare il suo percorso di viaggio. L’istinto di sopravvivenza ha dato una spinta alla squadra di Antonio Buscè che, come nel videogioco Mario Bros, salta qualche ostacolo e riceve un po’ di vigore per rincorrere i primi posti della classifica. Per la piazza, però, cambia poco: i fischi rivolti al tecnico al momento della lettura delle formazioni e uno striscione affisso allo stadio, sono il termometro di un rapporto con la tifoseria ancora freddino. Di caldo, anzi di arroventato, c’è lo stato d’animo di Antonio Buscè che, a fine gara, alza i toni della conferenza stampa, ritenendosi offeso da quello che riporta la stampa e da ciò che circola sui social. Alla domanda di chi scrive sulla mancanza di un gioco, o comunque, di un’idea di gioco ancora da migliorare in una serata tutto sommato positiva per il risultato e per la classifica, la risposta secca del mister del Pescara è stata: «Hai ragione, sei contento?».

Inevitabile fare un passaggio sui due momenti chiave della gara: l’espulsione di D’Andrea dell’Ostiamare a metà del primo tempo e l’errore di Cotali che ha spalancato il campo a D’Ausilio per l’1-0. Ed anche in questo caso Buscè sposta l’attenzione sulla performance dei suoi: «Io ho visto un’ottima prestazione dei miei ragazzi nonostante tutte le difficoltà che abbiamo incontrato nella partita di oggi (ieri, ndc). Un dato è certo: se il primo tempo fosse finito con un paio di gol di scarto a nostro vantaggio non avremmo rubato nulla. Bisogna sempre considerare che all’Adriatico ogni squadra viene a fare la partita della vita. La serie C è un campionato duro e difficile e il calcio champagne non lo fa più nessuno».

Si tratta solo di mancanza di risultati? «Il nostro problema è che facciamo pochi gol e non è possibile pensare che il Pescara possa creare dieci occasioni da gol ogni partita. Questi ragazzi si allenano con grande intensità nonostante le critiche quasi quotidiane che io cerco di non far arrivare nello spogliatoio».

E sulle presunte censure Buscè non risparmia nessuno: «Quì si attacca la squadra e l’allenatore ogni giorno, senza limiti. Non c’è buon senso. Non c’è educazione e si è arrivati a mettere in discussione la mia professionalità. Le critiche le accetto ma qui si sta andando oltre. Ne sento di tutti i colori. Vedo anche della cattiveria da parte vostra. Ci trattate come se fossimo degli scappati di casa. Non sono venuto a Pescara per essere considerato lo scemo del villaggio».

E Buscè cita i dati che riguardano la sua squadra, oggetto anche del suo intervento a Rete8: «Guardateli quei dati. Nelle ultime tre partite abbiamo fatto 7 punti. Considerate le 60 squadre di tutta la Lega Pro, e in particolare quelle del girone B, siamo tra le prime tre».

Peccato non essere riusciti a capire in cosa eccella il Pescara. Il tecnico del Delfino ha un diavolo per capello: «Sono stufo, durante una trasmissione sono stati coinvolti degli allenatori a cui è stato chiesto cosa avrebbero fatto al mio posto. In questo modo si offende l’uomo, il padre di famiglia che sta dietro il professionista. Sembra quasi che ve la prendete con me perché a spasso c’è qualcuno di più preparato che potrebbe prendere il mio posto in panchina, tipo Antonio Conte».

Dipende anche dalle aspettative create dalla società? «Io proclami non ne faccio e non li ho mai fatti. Se il presidente vuole parlare può farlo. Io ho solo il dovere di lavorare a testa bassa e limare i problemi che abbiamo. Cioè, creiamo tanto e raccogliamo poco».

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