Elettrodotto bloccato, Terna vuole essere risarcita

La società contro i proprietari che impediscono l'accesso ai terreni. Gli ambientalisti accusano: "Pronto il terzo dossier su un'opera dai risvolti tragicomici"
PESCARA. Terna avvia un'azione risarcitoria verso i proprietari di terreni interessati dall'elettrodotto Villanova Gissi che hanno impedito l'accesso ai fondi perché, dice, «l'impedimento dell'attività di asservimento definita dalla legge è da considerarsi illegittimo e il ritardo dell'opera provoca danni a Terna e al sistema elettrico di cui è garante». Due milioni di euro il risarcimento richiesto a una proprietaria dei terreni che ha impedito la posa in opera dell'elettrodotto. E il Forum Abruzzese dei Movimenti per l'Acqua definisce il comportamento della società «il classico gigante con i piedi d'argilla». «Se la prende con i semplici cittadini - dicono gli ambientalisti - nascondendosi dietro un'autorizzazione piena di criticità procedurali invece di rispondere dettagliatamente delle decine di problematiche sollevate e dettagliatamente descritte da associazioni, comitati e singoli cittadini e ormai anche da diversi enti pubblici».
«Terna cerca di distogliere il discorso dal progetto cambiato due volte, con la sostituzione dei sostegni a fondazioni già realizzate e quindi da rifare, ai 50 sostegni in aree a rischio idrogeologico, quattro dei quali addirittura su frane attive». Annunciando che il Forum «ha appena terminato un terzo dossier sull'opera dai risvolti tragicomici che sarà presentato a breve», gli attivisti aggiungono: «Terna stia sicura, stiamo già preparando un quarto dossier da inviare all'Autorità per l'Energia perché certo non potranno essere i cittadini con le bollette a pagare queste varianti progettuali. Crediamo che l'incapacità di reagire a questo progetto sia ormai il punto più basso raggiunto dalla politica abruzzese - concludono - che è sostanzialmente inutile come lo è questo elettrodotto che non riesce a bloccare».

