Errani: ricostruire meglio Danni coperti al 100%

L’AQUILA . Ricostruire «come era, dove era» è soltanto uno slogan, «statico e poco convincente»: piuttosto, i borghi dell'Italia centrale devastati dal terremoto vanno ricostruiti bene e meglio di...
L’AQUILA . Ricostruire «come era, dove era» è soltanto uno slogan, «statico e poco convincente»: piuttosto, i borghi dell'Italia centrale devastati dal terremoto vanno ricostruiti bene e meglio di prima. E per farlo la vera sfida è uscire dalla logica della straordinarietà e lavorare «con strumenti ordinari, senza burocrazia e con un efficace controllo della legalità». Partendo da scuola e lavoro, nodi cruciali per rilanciare un territorio che ben prima del 24 agosto stava già vivendo uno spopolamento preoccupante. Vasco Errani fa il punto sulla situazione nelle aree terremotate sapendo bene di avere di fronte una sfida mai affrontata dal nostro Paese: 140 comuni nel cratere sismico, oltre mezzo milione di persone coinvolte, 23,5 miliardi di danni, pari all'1,4% del Pil dell'Italia. L'occasione è il forum con il capo della Protezione Civile Fabrizio Curcio per il lancio del portale dell'ANSA dedicato proprio al sisma e alla ricostruzione: un sito attraverso il quale sarà possibile conoscere le attività strettamente connesse all'emergenza e alla ricostruzione in Marche, Umbria, Lazio e Abruzzo ma anche accedere a tutti i documenti delle diverse istituzioni coinvolte e alle informazioni scientifiche. Ad otto mesi da quel 24 agosto, dice dunque Errani, «forse ancora non c'è una consapevolezza diffusa dell'ampiezza e della complessità della situazione». Ed è per questo che non c'è «nessuna bacchetta magica, chi dice che si risolve tutto in poco tempo dice una balla». Ecco perché, a chi protesta per i ritardi, ultimi i 13 sindaci delle Marche che hanno scritto a Gentiloni, il Commissario risponde con 3 punti fondamentali. Primo, l'impianto della ricostruzione «c'è ed è il più significativo dal punto di vista delle risorse, delle scelte strategiche e delle garanzie»: dunque «lo Stato coprirà il 100% dei danni, non c'è un euro che deve uscire dalle tasche dei cittadini danneggiati». Secondo, se non si rilanciano scuola e lavoro, non si fanno rinascere quelle terre. Ecco perché entro settembre apriranno 21 nuove scuole ed ecco perché proprio ieri Errani si è rivolto all'Abi, sollecitando un intervento sulle banche affinché «velocizzino le azioni» in relazione alla convenzione con la Cassa Depositi e Prestiti in modo che i cittadini possano accedere prima possibile ai contributi. Terzo, lui non sarà commissario a vita, sono i sindaci i «protagonisti e i primi attori».
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