Export, pasta e vino trainano i distretti del made in Abruzzo

11 Maggio 2017

I dati 2016 di Monitor Intesa Sanpaolo segnano una ripresa Boom negli Usa dei componenti elettronici del Polo aquilano

PESCARA. I mobili made in Abruzzo trovano mercato in Polonia e Nigeria, i componenti elettronici sono venduti e apprezzati in America. Ma a tirare di più l’export dei distretti industriali abruzzesi rimane il settore alimentare che, grazie alla pasta (+0,4%) e soprattutto al vino (+6,7%), raggiunge i livelli di massimo storico e porta il dato complessivo a +1,3% nell’intero 2016, e +2% nell’ultimo trimestre.
Un andamento positivo nonostante i problemi causati dal terremoto avvenuto a fine agosto. E che, secondo il Monitor dei distretti industriali dell’Abruzzo curato dalla Direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo, contribusice a tracciare una performance migliore del complessivo dei distretti italiani (-0,4%). «Ma attenzione», avvisa Tito Nocentini, direttore regionale di Intesa Sanpaolo, «malgrado il complesso dei distretti abruzzesi abbiano mostrato un’inversione di tendenza al momento negativo vissuto negli anni passati, il livello dell’export si trova lontano dal picco dei flussi commerciali raggiunto prima della crisi del 2009 (-38,3% rispetto al 2008)».
I distretti regionali sono quelli dell’abbigliamento (a sud e nord della regione), del mobilio in generale, dell’Ict dell’Aquilano, del vino e della pasta quest’ultimo in particolare identificato a Fara San Martino. Ebbene il distretto di Fara chiude il quarto trimestre del 2016 in negativo (-5,2%): tuttavia, nel complesso dei dodici mesi del 2016 l’export del distretto è lievemente aumentato (+0,4%), dato assolutamente positivo considerato che l’export di pasta italiana è calato dello 0,8%.
Emerge la situazione critica del distretto dell’abbigliamento sud abruzzese (-8,6%) che non mostra inversioni di tendenza rispetto al trend negativo iniziato nel 2009 (l’abbigliamento nord è al +3,9%). In negativo anche i distretti del mobilio (-2%) che però sembrano comunque trovare nuovi spazi all’estero.
A contribuire alla performance annuale regionale sono sia i mercati emergenti (+1,6%) che i mercati maturi (+1,2%). Positive le performance in Polonia e Nigeria (dovute all’aumento dell’export del distretto del mobilio abruzzese), Turchia e Albania; sui mercati maturi spiccano invece Svizzera, Francia, Danimarca e Germania. Con Cina e Giappone sempre in ascesa.
Da segnalare infine i dati del polo tecnologico dell’Aquila che con +20,1% svetta fra i poli Ict italiani che registrano nel 2016 un lieve calo dello 0,7%. E a generare questa crescita nelle esportazioni è il commercio verso gli Stati Uniti, principale mercato con il 93,4% delle esportazioni totali.(a.mo.)