Export, tirano le grandi
Soffrono le micro imprese e a sorpresa l’agroalimentare
PESCARA. La dinamica del commercio estero abruzzese cresce più e meglio di quella italiano, grazie all'apporto delle grandi imprese, ma soffrono le micro imprese e, a sorpresa, l'agroalimentare. È quanto emerge da uno studio curato, per conto della Cna regionale, dal ricercatore abruzzese Aldo Ronci, che ha elaborato dati Istat.
Nel primo trimestre del 2014, le esportazioni abruzzesi hanno registrato un incremento di 93 milioni di euro. Il valore percentuale dell'export abruzzese, rispetto ai primi tre mesi dello scorso anno, ha registrato un incremento del 5,4%, dato di gran lunga migliore di quello medio nazionale (1,5%). A determinare il buon risultato delle esportazioni sono stati, sostanzialmente, quattro prodotti, espressione delle imprese di maggiori dimensioni in Abruzzo: i mezzi di trasporto (+82 milioni di euro), i prodotti farmaceutici (+9), gli articoli in gomma e plastica (+16) e gli apparecchi elettrici (+22).
Andamento opposto per i prodotti esportati dalle piccole e piccolissime imprese “endogene”, quasi 40mila aziende, che hanno invece subito una flessione di 36 milioni di euro. A questo risultato negativo, hanno concorso soprattutto l' abbigliamento (-19 milioni), la carta e la stampa (-7), gli apparecchi elettronici (-46).
Fra i risultati negativi, rilevante quello dei prodotti agricoli: invertendo il trend positivo degli ultimi anni, passa da 18 milioni del primo trimestre 2013 a 15 del primo trimestre 2014, con un andamento in forte controtendenza rispetto alla media nazionale. Invariate le esportazioni dei prodotti alimentari.

