Fermi i tirocini per gli svantaggiati

Dovevano partire ad agosto con il bando “Abruzzo inclusivo”, ma la burocrazia...
PESCARA. Si chiama “Abruzzo inclusivo” ed il bando attraverso il quale la Regione prevedeva di dare una collocazione lavorativa ad agosto (attraverso un tirocinio extracurriculare di 320 ore spalmate in 4 mesi a 600 euro mensili) a 90 soggetti svantaggiati cioé ex detenuti, malati psichici, disabili, ex tossicodipendenti. A tutt’oggi la parola fine non c’è, mentre i tempi per la realizzazione del bando si accorciano.
L’ultimo “intoppo” nella procedura è arrivato da un’integrazione al bando che la Regione ha dovuto fare – ammettendo implicitamente la dimenticanza – estendendo il bando ai soggetti svantaggiati economicamente (disoccupati). «Siamo già ai primi di settembre e la Regione non riesce a buttare giù una deroga che permetterebbe ai lavoratori economicamente svantaggiati di essere inseriti», racconta il consigliere regionale Leandro Bracco (gruppo misto) secondo cui il motivo dei ritardi è anche qui (vedi l’articolo di sopra relativo al concorso sulle nuove sedi di farmacie ndr) negli uffici dell’assessorato al Lavoro: «La dirigente che si occupa del progetto Abruzzo Inclusivo è andata in ferie. Adesso i tirocinanti dovranno svolgere il progetto non più in 4 mesi, ma in 3 perché ci sono dei termini ben precisi. Quindi le ore giornaliere aumenteranno e speriamo che il costo non venga intaccato, altrimenti per loro sarà l'ennesima beffa».
“Abruzzo inclusivo” era in verità già partito con qualche problema. Il Comune di Montesilvano, capofila del progetto per gli ambiti 32-34-35 (Ambito Montesilvano-Vestina-Maiella e Morrone), aveva ad esempio formulato l'avviso pubblico in modo tale da lasciare solo un mese di tempo agli interessati per procurarsi tutti i documenti (compresa la dichiarazione Isee). E in tanti di conseguenza hanno dovuto rinunciare. (a.mo.)
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