Festival Dannunziano. Grandi ospiti da Serena Brancale a Gianni Morandi

Sospiri, in audizione a Pescara, svela il festival da 700mila euro
PESCARA
I visori del Vittoriale e le interazioni con l’ologramma del vate, l’evento dedicato al “sacro” Parrozzo, le bollicine care al poeta (pare sia lo spumante d’Abruzzo) e la “sua” pineta, il “Manthonè district” e il villaggio di Pinocchio per i duecento anni dalla nascita di Carlo Collodi, Gianni Morandi ed Ernia: c’è veramente di tutto nel cartellone del Festival Dannunziano di Pescara. Ieri, il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, insieme all’assessore Maria Rita Carota, ha illustrato in commissione Cultura del Comune il programma dell’ottava edizione della manifestazione che per una settimana – dal 29 agosto al 6 settembre – accenderà la città. Per intero. «Vogliamo far vivere diverse zone di Pescara», è l’obiettivo dichiarato di Sospiri.
Tra le iniziative simbolo della politica culturale dei grandi eventi del centrodestra, è quella a cui l’azzurro tiene di più. Si svolge a casa sua, è dedicata al personaggio simbolo della città e può godere della regia di uno dei più grandi intellettuali della destra, il presidente del Vittoriale e della fondazione Collodi Giordano Bruno Guerri. Da qui il finanziamento, consistente, da parte della Regione. Al momento sono stati stanziati 400mila euro, ma con l’approvazione dell’assestamento di bilancio – che potrebbe arrivare già oggi – la cifra dovrebbe lievitare a 500mila; a questi vanno aggiunti i 120mila euro messi a disposizione dal Comune e gli ulteriori 100mila euro offerti dagli sponsor privati. L’investimento complessivo salirebbe così a 700mila euro, per un costo di circa 70mila per ciascuna giornata del festival. Mica spicci. Che siano anche il prezzo della pace tra Marco Marsilio il sindaco Carlo Masci dopo il violento scontro sulla Notte dei Serpenti? Sospiri non sembra convinto: «Non credo che il festival possa essere l’evento della riappacificazione, ma non esiste uno spogliatoio dove due giocatori fondamentali, come un regista e una punta, non si scontrino», assicura il presidente del consiglio. I problemi si creano quando le liti escono dallo spogliatoio. Al momento di entrare in campo, però, Sospiri promette che le due personalità forti saranno sul palco, insieme, uno vicino all’altro.
Litigi o meno, il programma messo in campo dall’organizzazione è ricco di appuntamenti. Anche grazie agli ospiti. Oltre a Ernia e Gianni Morandi (che chiuderà il festival) si esibiranno davanti al pubblico abruzzese i cantanti DiMartino (senza Colapesce) e quasi sicuramente anche Serena Brancale. Dalla musica ai volti noti del grande schermo, ci saranno anche Raoul Bova e Claudia Gerini, che saranno protagonisti di due spettacoli dedicati a D’Annunzio.
La vera novità di questa edizione sarà però il “Manthone district”: una speciale “alleanza” con gli esercenti del centro storico per celebrare il Vate anche attraverso l’enogastronomia nei primi due giorni della manifestazione. «È un progetto a cui tengo particolarmente», ha spiegato Sospiri, «ai visitatori sarà fornito uno speciale “passaporto” con cui potranno spostarsi da un esercizio commerciale all’altro per vivere una serie di attività che siano compatibili con il decoro urbano». Il presidente del consiglio guarda addirittura oltre: «Cinque cortili privati saranno aperti al pubblico per ospitare diverse iniziative. Tra Pescara vecchia e corso Manthonè ci saranno ben cinque balconi da dove suoneranno numerosi dj. E poi gli spazi per i podcast, per i dibattiti. Piazza Unione diventerà un luogo di incontri e anche lungo via delle Caserme si respirerà il clima del Festival», ha aggiunto l’azzurro.
Insomma, la parola d’ordine per quest’anno è festa diffusa. Certo, la chiusura del Teatro d’Annunzio crea qualche problema logistico. La struttura avrebbe avuto la capienza perfetta per gli eventi «medio grandi» di cui vivrà la rassegna ma, arrivati così a ridosso della partenza, fare di necessità virtù è un obbligo: molte iniziative si alterneranno tra l’Aurum, il Polo Aternino e il Porto turistico, mentre il palco di piazza Salotto sarà riservato agli appuntamenti maggiormente attrattivi.
E d’Annunzio? Vivrà nei tantissimi appuntamenti previsti nel corso della settimana. Il suo museo sarà il cuore pulsante del racconto celebrativo del Vate. In particolare, in concomitanza con la Notte dei Musei, sabato 5 settembre, sarà possibile visitare gratuitamente la struttura. È prevista anche la presenza del ministro della Cultura Alessandro Giuli, che un po’ dannunziano vorrebbe essere. Il festival potrebbe aiutarlo.
Così la kermesse ha spento le polemiche. Almeno in Comune. L’ex sindaco di Pescara Luigi Albore Mascia, oggi in gruppo civico ma dentro la maggioranza di centrodestra, rivendica di essere stato il primo ad aver lanciato la manifestazione: «Avevamo a disposizione 80mila euro, non centinaia di migliaia come oggi, ma dal 2010 al 2013 abbiamo portato noi il festival a Pescara. Volevamo dare un’identità alla città». Un’identità che oggi, grazie al parterre di ospiti (e al budget) punta a raggiungere una eco nazionale. A patto che si investa sulla comunicazione. Oggi, a tre settimane dall’inizio dell’evento, non è ancora chiaro chi si occuperà di sponsorizzare l’evento a livello nazionale. Sono stati solo stimati i costi del servizio: circa 70mila euro.

