Frane, la Regione trova 18 milioni per 78 interventi

Recuperate somme ferme da dieci anni nelle pieghe del bilancio. In corso la richiesta di 30 milioni per le emergenze idrogeologiche di marzo
PESCARA. Via libera del governo a un finanziamento di 28 milioni 851.623 euro per 87 interventi di difesa del suolo. Lo ha comunicato il capo del dipartimento per le politiche di coesione istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, Vincenzo Donato.
Si tratta, spiega una nota della Regione, del reimpiego di risorse derivanti dal Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC) 2000/2006, liberate in seguito alla rendicontazione su programmi operativi comunitari.
La Giunta regionale ha deciso di riprogrammare queste risorse per la difesa del suolo allo scopo di fronteggiare le situazioni di maggiore criticità conseguenti l’aggravarsi dei fenomeni di dissesto idrogeologico che interessano il territorio abruzzese.
«Abbiamo recuperato somme che risalgono a quasi dieci anni fa», ha commentato il presidente Luciano D'Alfonso, «e che nessuno finora si era peritato di reimpiegare. Abbiamo preferito puntare sulla difesa del suolo perché è il problema principale per l'Abruzzo in questo momento». Sempre sul fronte della lotta al dissesto idrogeologico, D'Alfonso ha ricordato che la Regione «nella programmazione europea del Por 2014/2020 ha destinato altri 26 milioni di euro». C'è poi la richiesta di 30 milioni 293mila euro connessa alla dichiarazione dello Stato di emergenza approvata dalla Giunta regionale il 6 marzo scorso per il maltempo che ha investito il territorio nella prima settimana di marzo.
Si tratta di sette interventi finanziati per un importo in grado di portare a termine i lavori (a Bisegna, 220mila euro; Fara Filiorum Petri, 250mila euro; Guardiagrele, 120 mila euro; Guilmi, 300mila euro; Palmoli, 150mila euro; Roccamorice, 100mila euro; Torricella Sicura, 50mila euro), gli altri 80 sono lotti stralcio di un importo che varia per ciascuno dai 320 mila ai 360 mila euro: 42 in provincia di Chieti, 14 in provincia di Pescara, 14 in provincia dell’Aquila e 10 in provincia di Teramo.
Resta comunque aperta l’emergenza avviata dal maltempo di marzo con frane ancora innescate. Questi i dati significativi delle criticità: 273 comuni coinvolti e 2.182 località, 1.393 frane, 562 allagamenti, 68 i comuni che hanno registrato il disservizio idrico, per 198 mila abitanti e per una durata di 15 giorni; 202 i comuni che hanno registrato il disservizio elettrico per 147 mila abitanti per una durata di sette giorni; 345 le persone sgomberate. Su questo la Regione chiede 30 milioni al governo. Ma si stima che per mettere in sicurezza il territorio occorreranno diverse centinaia di milioni.
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