Geologo e psicologa a New York per lavorare e imparare l’inglese

PESCARA. «L’Italia ci chiude le porte, perché non aprire le porte al mondo?». A questo hanno pensato Angela Rapino e Pietro Di Tillio quando hanno deciso di lasciare l’Abruzzo per l’America, poco più...

PESCARA. «L’Italia ci chiude le porte, perché non aprire le porte al mondo?». A questo hanno pensato Angela Rapino e Pietro Di Tillio quando hanno deciso di lasciare l’Abruzzo per l’America, poco più di un anno fa. Ventotto anni lei, di Francavilla, ventisette lui, pescarese, sono partiti insieme per condividere un’esperienza insieme formativa e di vita che gli sta regalando grandi soddisfazioni.

Negli ultimi 5 anni hanno girato l’Europa e il mondo, fino ad approdare a New York. «Abbiamo sin da subito condiviso la passione per i viaggi e per le altre culture», racconta Angela, «poi, quando Pietro ha vinto una borsa Erasmus a Londra, io ho deciso di seguirlo. Lì mi sono arrangiata con vari lavori: ho fatto la baby sitter, ad esempio, per migliorare la lingua e guadagnare qualche soldino». Poi, nel 2012 è arrivato il visto che ha dato loro la possibilità di vivere e lavorare negli Usa, e così sono partiti.

Certo, il distacco da casa e dalla famiglia non è stato cosa semplice, per i ragazzi che hanno entrambi alle spalle due famiglie forti ed unite. Ma ce l’hanno fatta, ed i famigliari appena possono scappano in America a trovarli.

«Attualmente lavoriamo come come customer assistant e sales assistant in 2 negozi Di Manhattan», racconta la ragazza dagli Usa, «ma stiamo continuando ad inviare curriculum ovunque perché cerchiamo un lavoro più attinente alle materie che abbiamo studiato». Lei è una psicologa, lui un geologo entrambi laureati all’università di Chieti. Cercano di meglio, ma ora sono felici perché nella Grande mela stanno imparando tante cose. «Il nostro cuore resta però sempre in Abruzzo», dice la giovane coppia, che si è avventurata senza alcun contatto alla ricerca di una casa a New York. «All’inizio è stata dura trovare un alloggio. Qui se non hai referenze nessuno ti affitta nulla. Poi abbiamo incontrato un proprietario che a pelle si è fidato di noi, e ci ha affittato il suo piccolissimo appartamento». Piccolo ma grazioso, e soprattutto completamente arredato da Pietro, che nel tempo libero si diletta a lavorare il legno. «Ora viviamo in un quartiere in cui è facile incontrare italiani: c’è l’Orsogna club per gli emigrati dal paesino in provincia di Chieti, il nostro vicino di casa è siciliano, e nella nostra zona una pasticceria sforna le migliori code d aragosta della città». Insomma, manca solo un po’ d’Abruzzo, quello che riescono a tenere vicino grazie ai social network e al Centro. (pa.to.)

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