Glaucoma, in Abruzzo oltre 50mila casi

Parte la settimana dedicata al killer silenzioso della vista. Mastropasqua: prevenire si può
PESCARA. E’ questa la settimana mondiale dedicata al glaucoma, il killer silenzioso della vista. Anche quest’anno, la clinica in Oftalmologia dell’università D’Annunzio di Chieti-Pescara diretta dal professor Leonardo Mastropasqua, da sempre in prima linea nella prevenzione e nella cura di questa patologia, si impegna nella diffusione di un messaggio che può fare la differenza. Il glaucoma rappresenta infatti la causa più frequente di cecità e ipovisione, e colpisce oltre un milione di italiani. Prevenirlo è fondamentale, il resto lo fanno le cure innovative e le evoluzioni nella microchirurgia. Secondo l’ultimo rapporto dell’Oms sono circa 253 milioni le persone che convivono con una ridotta capacità visiva di cui 36 milioni sono del tutto ciechi. In Abruzzo si calcolano circa 50 mila persone colpite da glaucoma, 20 mila delle quali non sono consapevoli della malattia. «Il glaucoma», spiega Mastropasqua, «è una malattia insidiosa proprio perché all’inizio è asintomatica ed è impossibile per il paziente accorgersi dei disturbi visivi causati da questa patologia. La sua insorgenza è dovuta all’aumento della pressione intraoculare che schiaccia e danneggia il nervo ottico, il quale collega l’occhio al cervello. I principali fattori di rischio sono un’elevata pressione intraoculare, l’età, la familiarità, le vasculopatie, le terapie prolungate con cortisone, una miopia elevata e lo spessore corneale». Ma la cecità e l’ipovisione provocate dal glaucoma possono essere prevenute purché la malattia sia diagnosticata e curata tempestivamente. «Basta solo un minuto, utile a misurare la pressione oculare, per salvare la vista ai pazienti affetti dalla malattia ma non consapevoli di averla», spiega il direttore del Centro di eccellenza. Oltre alla prevenzione e ai controlli costanti della pressione intraoculare e dello spessore corneale, può diventare fondamentale il ricorso a trattamenti chirurgici di alta tecnologia e precisione. «Il paziente non controllato con la terapia medica», continua Mastropasqua, «può oggi essere sottoposto anche a interventi di chirurgia mini-invasiva come primo approccio, riducendo i rischi intra-operatori e accelerando il recupero post-chirurgico. Tale chirurgia di nuova generazione è caratterizzata da impianti di dispositivi intraoculari di dimensioni ridottissime che consentono di compensare la pressione intraoculare e, spesso, di ridurre o interrompere la terapia cronica con i colliri». Il Centro regionale di eccellenza (attivo 24 ore su 24), è stato riconosciuto Centro nazionale di alta tecnologia in Oftalmologia ed è sede della Scuola italiana di chirurgia robotica. Proprio per questo, l’Abruzzo è stato scelto come osservatorio epidemiologico nazionale dall’Organizzazione mondiale della Sanità e dall’Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità.

