«Gran Sasso, violata la legge grandi rischi»

9 Febbraio 2018

Il Movimento per l’acqua: «Nei laboratori sono state stoccate 2.300 tonnellate di sostanze pericolose»

PESCARA . «Ai Laboratori del Gran Sasso da oltre 10 anni vi è una violazione sistematica della direttiva Seveso». Lo sostengono gli attivisti della “Mobilitazione per l’acqua del Gran Sasso” dopo l’ennesimo accesso agli atti, effettuato alla Prefettura dell’Aquila, sui principali documenti sulla prevenzione e gestione dei rischi. A rendere i laboratori «a rischio di incidente rilevante», per gli ambientalisti, la presenza nelle sale sotterranee di 2.300 tonnellate di sostanze pericolose, «stoccate vicino alle captazioni dell’acqua potabile. I documenti parlano chiaro», ha detto Augusto De Sanctis durante una conferenza stampa, «il rapporto di sicurezza, il piano di emergenza interno e il piano di emergenza esterno, al nostro accesso del 22 gennaio scorso, sono risultati o scaduti da anni o addirittura mai approvati». Nel rapporto del gruppo di lavoro coordinato dal comandante dei Vigili del fuoco di Teramo, hanno sottolineato gli ambientalisti, «sono segnalate 110 criticità. Tra queste, persino la mancanza della scheda di sicurezza della nafta». A seguito di un’ispezione, effettuata sempre dai Vigili del fuoco ma che non è stata ancora consegnata agli ambientalisti, sembrerebbe che nei confronti del laboratorio sia stata proposta una sanzione tra 15mila e 90mila euro. «Quello che abbiamo verificato sulle carte è letteralmente sconvolgente, in diversi passaggi esilarante, se non fosse una cosa seria. Di rinvio in rinvio (in quanto all'adozione dei piovani di sicurezza, ndr), sono passati 12 anni», ha aggiunto De Sanctis, «e non sono riusciti neanche ad approvare un rapporto di sicurezza». Il rapporto di sicurezza, sulla cui base si elaborano il Piano di emergenza Interno (Pei), rivolto ai lavoratori, e il piano di emergenza esterno (Pee), rivolto alla popolazione, sottolineano gli attivisti, «è il cuore del sistema di prevenzione e gestione dei rischi di un impianto classificato a rischio di incidente rilevante», e deve «approfondire tutte le possibili fonti di rischio e valutare gli effetti in caso di incidente sia sulle persone sia sull'ambiente; il documento deve essere aggiornato ogni 5 anni».
Oggi, intanto, all’Aquila 8Palazzo Silone), si terrà la conferenza stampa per illustrare gli esiti della riunione della Commissione tecnica per la sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, che si è svolta mercoledì scorso.