Grandi, storici, unici: sono 340 gli alberi monumentali

PESCARA. Chiamateli alberi monumentali d’Abruzzo: sono i più grandi, i più “anziani”, i più caratteristici della nostra regione. Adesso sappiamo che sono 340. La giunta regionale ha infatti...
PESCARA. Chiamateli alberi monumentali d’Abruzzo: sono i più grandi, i più “anziani”, i più caratteristici della nostra regione. Adesso sappiamo che sono 340.
La giunta regionale ha infatti approvato su proposta dell’assessore alle Politiche agricole Dino Pepe, l’elenco regionale degli alberi monumentali d’abruzzo: il documento indica i soggetti vegetali che hanno delle particolarità ad esempio riferite alle grandi dimensioni rispetto alla propria specie, alla longevità oppure alberi legati ad un particolare evento storico, che necessitano di maggiori tutele e valorizzazione nel patrimonio arboreo della regione.
Il provvedimento che ogni regione d’Italia è tenuta ad approvare è contenuta nella Legge n.10/2013 denominata “Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani” approvata dal Parlamento nel gennaio 2013.
Per l’attuazione della norma, la Regione aveva deliberato a luglio (con Dgr 437/2015) un accordo di collaborazione con il Corpo forestale dello Stato. Il censimento è stato effettuato dai Comuni col supporto degli agenti della Forestale , che ha definito l’elenco di 340 esemplari: 123 sono in provincia dell’Aquila, 101 in provincia di Teramo, 79 a Chieti e 37 a Pescara.
L’assessore Pepe esprimendo il proprio plauso al lavoro svolto dalla struttura regionale in sinergia con la Forestale ha commentato: «L’Abruzzo è una regione dalla natura straordinaria, oltre il 40% della superficie regionale è coperta da boschi. La tutela della biodiversità e la valorizzazione del nostro patrimonio arboreo sono obiettivi da perseguire quotidianamente». Pepe ringrazia per la collaborazione la Forestale, guidata dal comandante regionale, Ciro Lungo: «Il lavoro costante e la sensibile presenza hanno permesso l’approvazione nei termini stabiliti dell’elenco degli alberi monumentali. Solo 4 regioni, tra cui l’Abruzzo, hanno rispettato la scadenza prefissata».

