Guardie carcerarie candidate, un caso

«E’ la legge, non siamo gli unici a farlo»
Gentile direttore,
ho letto il servizio sull'aspettativa retribuita agli agenti di Polizia Penitenziaria che si candidano. Sento il dovere, come appartenente al corpo da 33 anni nonché amministratore da 13 anni della mia città (Ortona), di condannare questo malcostume che tocca ad altri combattere e risolvere. Ma nello stesso tempo voglio difendere ed elogiare tutti i colleghi che, con lo stesso senso di responsabilità e umanità con cui svolgono il proprio duro lavoro, decidono di mettersi a disposizione della collettività per spirito di appartenenza e senso civico.
Detto questo, bisogna sottolineare che questo "privilegio" non riguarda solo la Polizia Penitenziaria bensì tutte le forze di polizia, come recita l'art. 81 della Legge n. 121/81: «Gli appartenenti alle forze di polizia debbono in ogni circostanza mantenersi al di fuori delle competizioni politiche e non possono assumere comportamenti che compromettano l'assoluta imparzialità delle loro funzioni... è fatto divieto di partecipare in uniforme, anche se fuori servizio, a riunioni e manifestazioni di partiti, associazioni e organizzazioni politiche o sindacali.... È fatto altresì divieto di svolgere propaganda a favore o contro partiti, associazioni, organizzazioni politiche o candidati ad elezioni. Gli appartenenti alle forze di polizia candidati ad elezioni politiche o amministrative sono posti in aspettativa speciale con assegni dal momento della accettazione della candidatura per la durata della campagna elettorale, e possono svolgere attività politica e di propaganda al di fuori dell'ambito dei rispettivi uffici e in abito civile. Essi, comunque, non possono prestare servizio nell'ambito della circoscrizione nella quale si sono presentati come candidati alle elezioni, per un periodo di tre anni ...». Credo sia corretto fare una ricerca a livello locale e nazionale su questo fenomeno, non solo sulla Polizia Penitenziaria, ma su tutte le Forze di Polizia, per poi trovare anche delle soluzioni a questo malcostume, che ripeto, non fa onore né alle forze dell'ordine né al nostro paese e che condanno fermamente.
Caro direttore, il corpo della Polizia Penitenziaria, ogni giorno in silenzio ma con grande solerzia, svolge il ruolo istituzionale affidatogli che non è solo quello della custodia ma soprattutto del reinserimento sociale di chi ha commesso errori nella vita. Tutto questosempre in carenza cronica d’organico e mal pagati.
Leggere quell'articolo mi ha fatto molto male perché, passa il messaggio sbagliato della Polizia Penitenziaria per 30 giorni pagati ingiustamente a pochi e non per i restanti 335 mal pagati a tutti, innanzitutto, nonchè per il delicato e duro lavoro svolto ogni giorno con umanità e sacrificio, a volte pagato anche con la vita.
Leo Castiglione,
consigliere comunale
Insieme per cambiare - Ortona
Massima stima per gli agenti penitenziari, ma massimo sconcerto per questo vizietto di candidarsi alle elezioni in paesini sperduti con l’unico scopo di raccattare 30 giorni di permesso retribuito. Altri devono strocare il fenomeno? Certo, ma non possiamo sempre aspettare che i comportamenti più normali siano calati e imposti dall’alto .

