I croati: concilieremo trivelle e turismo

22 Novembre 2014

Il petrolio in Adriatico è sempre più un affare di Stato. Si sa delle discrete, ma decise pressioni esercitate dall’ambasciata inglese per sbloccare la vicenda Ombrina-Medoil. Adesso esce allo...

Il petrolio in Adriatico è sempre più un affare di Stato. Si sa delle discrete, ma decise pressioni esercitate dall’ambasciata inglese per sbloccare la vicenda Ombrina-Medoil. Adesso esce allo scoperto anche l’ambasciatore croato, Damir Grubisa (in foto), prendendo in contropiede quanti in Italia pianificano di costituire un fronte comune con i nostri dirimpettai per mettere dei paletti molto rigidi nei confronti di chi vuole trivellare. Tra questi c’è anche il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso. «Noi al petrolio non rinunceremo», ha detto Grubisa al Corriere del Mezzogiorno, «la Crozazia vive di turismo, che è il 18% del nostro Pil, e siamo rigorosissimi nel rispetto dell’ambiente. Ma il bando per le trivellazioni è chiuso e bisogna solo aspettare le decisioni che ne deriveranno. Abbiamo ricevuto offerte dalle aziende più importanti del mondo e quattro di queste sono italiane. Ovviamente si deciderà quale accettare sulla base della corresponsione ai nostri parametri di rispetto dell’ambiente. Le società italiane hanno un vantaggio, per la maggiore conoscenza dei fondali e delle problematiche locali».