I medici: regole difficili, contestate

Lanciotti: i pazienti si sfogano, parlano dell’ennesimo limite al diritto alla salute
PESCARA. La stretta del governo sulle prescrizioni mediche a cui si può ricorrere pagando il solo ticket, non ha lasciato indenne la categoria dei medici, soprattutto quelli di base che si trovano quotidianamente a contatto con la richiesta di “ricette” e la disposizione di esami. La norma infatti, prevede che chi tra loro dovesse “elargire” con facilità analisi e controlli, possa a sua volta essere sottoposto ad un taglio dello stipendio. Il principio che ispira la razionalizzazione è quello di frenare il fenomeno della cosiddetta “medicina difensiva”, ovvero la propensione di alcuni dottori a mettersi al riparo da eventuali vertenze giudiziarie, prescrivendo esami non effettivamente necessari o comunque evitabili. Il testo ha sollevato vivaci proteste da parte dei professionisti della sanità, proprio a causa delle pesanti sanzioni in cui potrebbero incorrere i medici che prescrivano a carico del Servizio sanitario nazionale prestazioni inappropriate. Appropriatezza che, secondo i rappresentanti della categoria, andrebbe però realizzata «con l’aggiornamento dei medici, non con le sanzioni». Lo conferma Enrico Lanciotti, presidente dell’Ordine dei medici di Pescara, con una lettera indirizzata al governatore Luciano D’Alfonso e all’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci, in cui lamenta come «pervengano incessanti a quest’Ordine accorate lamentazioni sull’applicazione del decreto sull’appropriatezza prescrittiva».
Secondo Lanciotti, «i medici evidenziano difficoltà applicative e limitazioni prescrittive machiavelliche e alle volte addirittura irrazionali, e i cittadini censurano increduli il provvedimento percependolo come ennesima lesione al loro diritto alla salute». Il massimo rappresentante dei medici pescaresi, se la prende anche con le sanzioni annunciate dal provvedimento nei confronti della categoria: «Il farraginoso sistema sanzionatorio e di controllo previsto per l’inadempienza alla norma rischia di inceppare le strutture organizzative e di inasprire i rapporti tra i medici e gli apparati burocratici - amministrativi. Se lo scopo del decreto è quello di migliorare l’efficienza del Sistema sanitario nazionale, nel rispetto della sostenibilità economica, è a nostro sommesso avviso necessario prevedere una fase di sospensione dell’applicabilità della norma e l’adozione in Conferenza Stato-Regioni di modalità di confronto che producano coinvolgimento e condivisione». (m.d.s.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

