«I pronto soccorso? Nessuna chiusura e potenzieremo il 118»
L'AQUILA. «No alla chiusura dei Pronto soccorso degli ospedali abruzzesi, sì al potenziamento dell'emergenza urgenza». L'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, risponde così alle...
L'AQUILA. «No alla chiusura dei Pronto soccorso degli ospedali abruzzesi, sì al potenziamento dell'emergenza urgenza». L'assessore regionale alla Sanità, Silvio Paolucci, risponde così alle indiscrezioni che parlavano di una imminente chiusura dei Pronto soccorso di Atri, Sant’Omero, Penne, Popoli, Atessa, Guardiagrele, Pescina e Tagliacozzo nelle 12 ore notturne. «Non è nostra intenzione chiudere i Pronto soccorso», ha commentato Paolucci, «anzi il nostro obiettivo è quello di rafforzare l'emergenza urgenza soprattutto in quelle zone dell'Abruzzo più disagiate. Quando il piano di potenziamento sul territorio sarà completato a gennaio si penserà alla riorganizzazione». La Regione, quindi, smentisce le voci che parlavano della razionalizzazione degli orari di apertura dei Pronto soccorso e rilancia con un investimento sostanzioso per 118 e telemedicina. «Verranno investiti 10 milioni di euro per nuove postazioni del 118, ovvero 20/25 postazioni aggiuntive rispetto a quelle attuali», hanno aggiunto Paolucci e il segretario della V commissione Salute, Maurizio Di Nicola, «i 10 milioni già investiti su servizi di telemedicina». La novità annunciata da Paolucci e Di Nicola, inoltre, è quella di assegnare a ogni Comune d'Abruzzo un defibrillatore per intervenire in caso di necessità. L'obiettivo, quindi, è quello di coprire tutto il territorio cercando di distribuire i servizi in modo omogeneo evitando di lasciare scoperti dei territori. «Siamo impegnati a ricercare le condizioni giuridicamente sostenibili per la salvaguardia dei Punti nascita che afferiscono a territori caratterizzati da peculiari condizioni orografiche e viarie», hanno concluso i due amministratori regionali, «riteniamo, infatti, che è necessario sviluppare azioni per mettere in sicurezza il percorso nascita delle cittadine abruzzesi e non, ma dobbiamo saper evitare che la distanza dai presidi erogatori di questa prestazione sanitaria diventi un pericolo maggiore di quello che si intende eliminare».
Eleonora Berardinetti
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