Il Colline Teramane cambia etichetta e scommette sul territorio

TERAMO C. on la vendemmia 2016 il Colline Teramane Montepulciano d’A- bruzzo docg inaugura una nuova immagine per il vino teramano. Questa annata, sul mercato da novembre 2017, coinciderà infatti con...
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C. on la vendemmia 2016 il Colline Teramane Montepulciano d’A- bruzzo docg inaugura una nuova immagine per il vino teramano. Questa annata, sul mercato da novembre 2017, coinciderà infatti con un cambio importante in etichetta per l’unica denominazione di origine controllata e garantita abruzzese, rendendo effettiva la modifica, che ha anteposto l’indicazione territoriale al nome del vitigno di origine. Una nuova visione che, secondo il presidente del consorzio Tutela Colline Teramane docg Alessandro Nicodemi, mira a valorizzare non solo il prodotto ma anche e soprattutto l’unicità della zona di provenienza. «Un passo decisivo», lo definisce il vice presidente Enrico Cerulli Irelli, che enfatizza «quella promozione del territorio» sulla quale si fonda la produzione vitivinicola teramana.
«Il nostro disciplinare è stato rivisitato con variazioni concentrate sulla qualità e sulla peculiarità del vitigno - prosegue Cerulli -. I vignaioli teramani stanno presentando al mercato bottiglie docg più giovani, più fresche, l’obiettivo è di ricondurre nel Colline Teramane tutta la produzione di Montepulciano della provincia». Un esordio segnato da un’annata dura. Come sottolinea Simone Binelli dell’azienda Ausonia di Atri: «Con una primavera piovosa e condizioni sfavorevoli in vendemmia, abbiamo prodotto meno del solito, ma la qualità c’è tutta». Pioggia, ma anche grandine, per i vigneti dell’azienda Centorame di Casoli di Atri. «Nonostante tutto abbiamo operato una buona selezione - assicura Lamberto Vannucci -. Que- st’anno avremo un vino che promette struttura interessante: tutti i miei rossi saranno presto a docg». E pensare che i produttori hanno dovuto fronteggiare un’infezione di peronospera, come ricorda Salvatore Salinitro del Podere Colle San Massimo di Giulianova: «Qualcuno ha perso tanto, noi abbiamo curato tutto al meglio garantendo una produzione che predilige la nostra docg».
Soddisfazione anche a Torano Nuovo per Guido Strappelli. «Uve buone per un’annata non facile, sono contento dei risultati per le mie etichette che con la nuova denominazione evidenziano ancor più questa eccellenza enologica». Gli fa eco Antonio Lamona dell’azienda La Quercia di Morro d'Oro: «Abbiamo rischiato aspettando la maturazione ma è andata bene, gradazione ottima, colore bello, sono soddisfatto». E punta già al mercato statunitense. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

