Il gruppo Popolare di Bari chiude in utile

L’acquisto di Tercas-Caripe assorbito senza traumi. Per il gruppo abruzzese sofferenze a 307 milioni
BARI. La Popolare di Bari sembra avere assorbito senza troppi traumi il boccone Tercas-Caripe: il consiglio della Banca pugliese ha approvato un bilancio 2014 che si chiude comunque in utile, con un risultato netto di pertinenza della capogruppo di 24,9 milioni: ai 68 mila soci verrà distribuito un dividendo, pari a 10 centesimi per ogni titolo posseduto, da approvare dall'assemblea dei soci convocata a Bari il 19 aprile prossimo. Non sono stati forniti conti separati per Tercas-Caripe, gruppo rilevato il 30 settembre scorso: si sa solo che il 20 marzo è pervenuta la comunicazione dell'avvenuta approvazione dei bilanci della gestione commissariale da parte della Banca d'Italia, ultimo atto degli anni dell’emergenza. L’unico dato di dettaglio riguarda i crediti netti in sofferenza, che per Tercas-Caripe rimangono ragguardevoli, nonostante che a fine 2014 uno stock di 350 milioni sia stato ceduto alla società americana Lone Star: in capo al gruppo abruzzese ne restano per 307 milioni, su un totale di gruppo di 620 milioni (altri 47 milioni sono nel portafoglio dell’altra banca controllata, la Cassa di Risparmio di Orvieto. A livello di gruppo il rapporto sofferenze/impieghi si attesta al 6%, con un grado di copertura del 60,5%. Il patrimonio della Popolare di Bari risulta comunque rafforzato a seguito dell' aumento di capitale concluso a dicembre,per complessivi 500 milioni di euro tra equity e obbligazioni subordinate. A livello consolidato, proprio in considerazione dell'ingresso di Tercas e Caripe, il gruppo pugliese è presente sul territorio nazionale con 386 filiali e 3.264 dipendenti. Gli impieghi raggiungono i 9,6 miliardi di euro e la raccolta complessiva da clientela circa 15,8 miliardi di euro. I fondi propri ammontano a 1,3 miliardi di euro e segnano coefficienti superiori alla soglia regolamentare, con un livello di CET1 ratio dell'11,03% e di total capital ratio del 14,55% in linea con le best practice. A livello reddituale, i risultati raggiunti evidenziano un margine di interesse pari a circa 208 milioni ed un margine di intermediazione di oltre 412 milioni di euro. Le rettifiche sono state pari a 103 milioni di euro.

