Il ministro Lezzi e Sorial al seminario sulle Zes nel Sud

Si è aperto ieri mattina a Roma il workshop “L’istituzione delle Zone Economiche Speciali nel Sud Italia”, che vede rappresentate Regioni, Enti Locali, autorità coinvolte nella governance e...
Si è aperto ieri mattina a Roma il workshop “L’istituzione delle Zone Economiche Speciali nel Sud Italia”, che vede rappresentate Regioni, Enti Locali, autorità coinvolte nella governance e responsabili della gestione delle Zed, Agenzie nazionali e associazioni di categoria.
Alla sessione introduttiva hanno partecipato tra gli altri il ministro per il Sud Barbara Lezzi, il sottosegretario per gli Affari Esteri Manlio Di Stefano, il responsabile del Dipartimento politiche di coesione Ferdinando Ferrara, il direttore dell’Agenzia per la coesione territoriale Antonio Caponetto e il vice capo di gabinetto del ministro dello Sviluppo Economico Giorgio Sorial e Dimitri Dello Buono, capo segreteria tecnica del Mit.
«Le Zone economiche speciali che stanno partendo nel Sud», ha detto il ministro per il Sud Lezzi, «possono avere un forte impatto sullo sviluppo del Mezzogiorno. Dai primi piani strategici elaborati con grande impegno e serietà dalle Regioni, che si sono adoperate per circoscrivere ed indicare le aree produttive più omogenee, emergono grandi aspettative».
Alla sessione introduttiva hanno partecipato tra gli altri il ministro per il Sud Barbara Lezzi, il sottosegretario per gli Affari Esteri Manlio Di Stefano, il responsabile del Dipartimento politiche di coesione Ferdinando Ferrara, il direttore dell’Agenzia per la coesione territoriale Antonio Caponetto e il vice capo di gabinetto del ministro dello Sviluppo Economico Giorgio Sorial e Dimitri Dello Buono, capo segreteria tecnica del Mit.
«Le Zone economiche speciali che stanno partendo nel Sud», ha detto il ministro per il Sud Lezzi, «possono avere un forte impatto sullo sviluppo del Mezzogiorno. Dai primi piani strategici elaborati con grande impegno e serietà dalle Regioni, che si sono adoperate per circoscrivere ed indicare le aree produttive più omogenee, emergono grandi aspettative».

