In piazza per sostenere il popolo venezuelano

Manifestazione a Pescara (oggi alle 16). Anche in Abruzzo la protesta contro il regime Maduro
PESCARA . La comunità italo-venezuelana d’Abruzzo si ritrova oggi pomeriggio, a Pescara, in Piazza Salotto per una grande manifestazione a sostegno del popolo venezuelano, che vive momenti di grande difficoltà dopo la grave crisi economica degli ultimi anni e le tensioni politiche delle ultime settimane.
L’appuntamento è a partire dalle 16. In Abruzzo, secondo una stima delle varie associazioni si troverebbero circa 10mila italovenezuelani. La comunità si rivolge ai rappresentanti delle istituzioni, dell’associazionismo, e si rende disponibile a incontrare gli esponenti di tutti gli schieramenti politici, «che abbiano la volontà di ascoltare le nostre voci».
Il Venezuela, afferma in una nota Maria Claudia Lopez, attivista per i diritti umani e rappresentante delle comunità italo-venezuelane, «vive uno dei suoi periodi più bui della storia, sotto un regime che da anni non rispetta le elementari basi per uno stato di diritto, e che lo ha portato a vivere una irreversibile crisi umanitaria, politica e sociale. Basta vedere le cifre dell’esodo venezuelano che arriva a numeri spaventosi. Secondo l’Onu circa 4 milioni di venezuelani sono fuggiti dal Paese negli ultimi tre anni».
Maria Claudia Lopez, architetto, vive in Italia da 25 anni . «Il popolo venezuelano è stato protagonista, per anni, di lotte pacifiche, di legittime contestazioni e richieste per ristabilire lo stato di diritto, e sistematicamente si sono perpetrati su di esso, persecuzioni, arresti e violazioni dei più elementari diritti umani. Il panorama politico, nell’ultimo triennio, ha dato una svolta determinante per la liberazione del Venezuela. Grazie alle elezioni del 6 dicembre 2015 ha nominato il Parlamento Nazionale unicamerale (Asamblea Nacional), che si è insediato il 5 gennaio 2016, e l’opposizione ha registrato un’ampia maggioranza». Nell’anno 2018, ricorda, si concludeva il periodo presidenziale di Nicolas Maduro, con nuove elezioni che dovevano essere indette nel dicembre 2018. «Invece, l’illegittima Assemblea Costituente», prosegue, «ha indetto elezioni anticipate per il 20 maggio 2018, impedendo la partecipazione dei partiti politici dell’opposizione. Queste elezioni non sono state riconosciute da nessun organismo internazionale, come l’Onu, l’Organizzazione di Stati Americani, l’Unione Europea, né dalla maggioranza dei cittadini venezuelani. Così il 10 di gennaio scorso, data prevista dalla Costituzione per l’insediamento del nuovo presidente, si è venuto a creare un vuoto di rappresentanza, non essendo state svolte le elezioni del 2018, nel rispetto dei principi democratici e Costituzionali.
Per questi motivi, e in rispondenza dell’art. 233 della Costituzione Venezuelana, la Presidenza della Repubblica, è stata assunta ad interim, dal presidente del Parlamento (Asamblea Nacional), con il compito di indire nuove elezioni. Il giorno 23 gennaio il presidente dell’Assemblea Nazionale, Juan Guaidò, ha prestato il suo giuramento in qualità presidente ad interim della Repubblica del Venezuela, davanti al popolo venezuelano e alla rappresentanza del Parlamento nazionale legittimamente eletto, nel contempo si è appellato ai cittadini venezuelani presenti in tutto il mondo, per organizzare pubbliche manifestazioni nei Paesi dove attualmente risiedono ed invitare tutta la comunità internazionale, a riconoscere l’attuale situazione di transizione del Venezuela, come via democratica per restituire uno stato di diritto, di libertà e di rispetto dei diritti umani all’intero Paese». (a.bag.)

