Inceneritori, bufera sull’Arta
Mazzocca, Wwf e Legambiente: «Amicone non conta, fermatelo»
PESCARA. «Un modus operandi incomprensibile e ai limiti del paradosso»: dice Sottosegretario regionale all'Ambiente Mario Mazzocca. «Qanto accaduto ci dà lo spunto per tornare a chiedere di allontanare i politici dall’Arta»; aggiungono Wwf e Legambiente. Sotto accusa c’è di nuovo il direttore dell’agenzia regionale per l’ambiente Mario Amicone dopo aver rilasciato al ministero dell’Ambiente un parere negativo sulla assoggettabilità di Vas (Valutazione ambientale strategica) del decreto inceneritori che prevede la realizzazione di un impianto in Abruzzo.
«L’opinione firmata dal direttore Amicone non ha alcuna base sul piano scientifico», incalzano i presidenti regionali di Wwf e Legambiente, Luciano Di Tizio e Giuseppe Di Marco che chiedono la rimozione di Amicone e riscuotendo l’appoggio di Maurizio Acerbo (Rc).
Dopo il botta e risposta su bilanci non approvati e di conseguenza sulle risorse non arrivate, Mazzocca appare più cauto e dice che non è normale «apprendere dell’esistenza di un parere Arta per caso e solo dalla sua pubblicazione sul sito del Ministero». Entrando quindi nel merito, il Sottosegretario rileva come il parere non tenga affatto in considerazione la linea politica della Regione in materia di rifiuti. «Al contrario da quanto espresso da Arta», aggiunge, «l’esecutivo regionale ritiene che il rapporto preliminare elaborato dal Ministero contenga elementi diretti in grado di incidere in termini di effetti significativi sull’ambiente ».
«L'Italia è una paese tanto meraviglioso quanto a volte incomprensibile», conclude, «da un lato c’è il governo che ritiene non occorra valutare preventivamente l’invasione di 11 inceneritori, dall’altro c’è sempre il Governo che sostiene l’obbligo di sottoporre a Vas uno strumento multidiscplinare di salvaguardia come il Piano del Parco Nazionale del Gran Sasso».

