Insorgono l’Abi e Federcasse (Bcc): conto da 230 milioni
Il salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, CariFe e CariChieti è «una legnata per le banche italiane, siamo imbestialiti» con la Commissione europea. E ancora: «I tedeschi possono salvare i...
Il salvataggio di Banca Marche, Banca Etruria, CariFe e CariChieti è «una legnata per le banche italiane, siamo imbestialiti» con la Commissione europea. E ancora: «I tedeschi possono salvare i propri istituti con i soldi pubblici e l'Italia no, non è possibile». Usa questi toni il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, per contestare il provvedimento adottato dal Governo e dalla Banca d'Italia, sotto la regia di Bruxelles che fa leva sul fondo di risoluzione anziché al fondo interbancario di tutela dei depositi (Fitd), come si stava prospettando. L'affondo di Patuelli ha trovato l'immediata sponda di Alessandro Azzi, numero uno di Federcasse, l'associazione che raggruppa le banche del credito cooperativo: «Il salvataggio delle quattro banche è uno scherzetto che costa alle Bcc 230 milioni di euro. Per noi delle Bcc questo nervo scoperto lo è ancor di più e non si può agire con rassegnazione».

