Interprete e blogger La vita australiana del teramano Mattia

Laurea a Pescara e subito il volo a Sydney e il lavoro Nel frattempo continua a studiare e a progettare il futuro...
TERAMO. Non si direbbe, ma da Teramo a Sydney il passo è davvero breve…soprattutto sei hai un padre bilingue e una forte passione nello scoprire nuove mete! Mattia Cozzi, di soli ventitre anni, teramano, ne è una prova. Si è laureato solo un anno fa all'Università degli Studi "G. D'Annunzio" di Pescara in Mediazione Linguistica e Comunicazione Interculturale, che si può facilmente riassumere in Traduzione e Interpretariato di Inglese e Spagnolo, e, partito per l'Australia, solo dopo due settimane è stato assunto come “Sales Consultant” per l'importante brand di moda italiana Ermenegildo Zegna.
«Sono sempre stato un grande amante delle lingue» ci spiega Mattia «e sin dalla nascita, mio padre mi ha parlato solo in inglese, cosa che mi ha reso, col passare del tempo, sempre più fluente nella lingua».
Cosa l'ha spinto verso l'Australia?
«In parte la mancanza di serie opportunità lavorative nel mio campo e forse quel desiderio innato di scoprire nuovi orizzonti. Infatti uno dei miei sogni è quello di essere un cosiddetto “travel blogger”, cioè una persona in grado di raccontare le proprie esperienze di viaggio tramite un blog. Una delle mie aspirazioni lavorative, inoltre, è quella di essere un interprete e traduttore professionista in inglese e spagnolo. Lavorare come interprete di conferenza sarebbe per come giocare in Nba per un giovane cestista!»
Per il momento però il giovane Mattia è approdato nel mondo della moda e ne sembra anche soddisfatto. A differenza di molti altri ragazzi italiani giunti in Australia con il visto lavorativo o quello da studente, ha avuto la “stra-fortuna” di arrivare a Sydney con il passaporto australiano, cosa che l'ha aiutato non poco sin dalle prime settimane in città soprattutto a livello lavorativo (aziende e negozi tendono, infatti, ad assumere ragazzi con il passaporto perché così hanno la sicurezza che non tornino subito a casa). «Al momento il lavoro che sto svolgendo» continua il giovane teramano «si può considerare come un “part-time” poiché frequento anche un Master in Traduzione ed Interpretariato spagnolo e inglese in un'università australiana, la Macquarie University. E' comunque un lavoro che mi permette di mantenermi e mi da l'opportunità di conoscere tante persone.. In realtà sarei una sorta di commesso, anche se, visto l'alto costo degli abiti, il mio lavoro non si limita semplicemente a far pagare il cliente, ma a guidarlo e consigliarlo su tutto quello di cui ha bisogno, di qui appunto Consultant!»
Si tratta della sua prima esperienza nel mondo del lavoro?
«No, il mio primo approccio è stato piuttosto concreto…all'età di diciotto anni. Da amante della pallacanestro ho avuto la fortuna di trovare un piccolo lavoretto come telecronista in lingua inglese per le partite casalinghe del Teramo Basket (allora in Serie A) per un'agenzia di scommesse estera». Prima di approdare in Australia Mattia si è dato sempre da fare con dei piccoli lavori, anche quando era in visita di alcuni paesi europei: «Uno di quelli che mi è rimasto più nella mente è il lavoro come cameriere in un ristorante a Londra, che mi ha fatto assaporare lo stile di vita di quella che considero una delle città più “cool” al mondo».
Quali gli aspetti più interessanti nel vivere in una città come Sydney?
«Integrarsi a Sydney, sebbene sia una metropoli, è stato facilissimo: visto anche il quasi perenne bel tempo (Sydney è situata nell'emisfero opposto a quello italiano e mi è capitato di celebrare il Natale in spiaggia con 40 gradi di temperatura!), gli australiani hanno uno stile di vita molto “laid-back”, il che vuol dire molto rilassato. Raramente ho visto australiani negarmi un saluto od essere scontrosi, in più la citta è incredibilmente sviluppata e perfetta per ogni tipo di esigenza, quindi consiglio a tutti gli italiani di visitarla una volta nella vita».
«Un'altra caratteristica fondamentale» continua Mattia «è che ognuno in Australia ha la possibilità di avere un incredibile stile di vita anche facendo un lavoro non ampiamente retribuito come cameriere, barista ecc.. cosa che è completamente diversa dall'Italia. Tuttavia, nonostante la città di Sydney sia l'ideale per viverci, c'è sempre un po' di nostalgia del nostro paese e, anche se sembrano esserci sempre meno opportunità lavorative per noi ragazzi, l'Italia rimane il paese più bello del mondo!»
E infatti il nostro giovane abruzzese porta alta la bandiera del tricolore: è “secretary” di un club italiano della sua università, la "Italian Society MQ", dove si organizzano gratuitamente conversazioni settimanali per chi vuole imparare la nostra lingua, proiezioni di film italiani e immancabilmente cene a base di pasta e pizza!».
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