L’Abruzzo all’Expo porta la pasta “acchiappa-turisti”

19 Giugno 2014

Progetto per inserire pecorino e vino e i siti culturali di L’Aquila e Sulmona. Mobilitate anche le università

PESCARA. La pasta e poi, forse, il pecorino e il vino. Oltre ai siti di interesse culturale dell’Aquila e Sulmona. Nasce da qui il progetto Abruzzo per l’Expo 2015 di Milano. Dopo l’accordo sulla presenza per sei mesi della nostra regione al Padiglione Italia con un ufficio di rappresentanza e la partecipazione alla mostra sull’Italia delle Regioni che esibirà le eccellenze dei territori con riferimento a cultura, colture, paesaggio e innovazione, si è cominciato a dare sostanza al progetto. E a riempirlo innanzitutto di pasta, il prodotto principe, insieme al vino, del made in Abruzzo.

L’accordo, che era stato firmato dall’ex governatore Gianni Chiodi con Diana Bracco, commissario generale di sezione per il Padiglione Italia e presidente di Expo 2015 e Cesare Vaciago, direttore generale di Padiglione Italia, prevede anche l’allestimento per una settimana di uno spazio espositivo di 200 metri quadrati, attraverso il quale l’Abruzzo cercherà di attrarre i turisti-visitatori dell’Expo offrendo loro un itinerario fatto di cultura e gastronomia.

Una sorta di grand tour sul quale occorrerà cominciare a lavorarci se si vuole sfruttare l’occasione dei 15milioni di spettatori previsti all’Expo.

Il prodotto del distretto abruzzese della pasta – che da sola vale il 15 per cento del mercato italiano – è stato già inserito nel progetto Expo e territori – 320 comuni partecipanti, coinvolti 7mila studenti degli istituti di agraria, alberghieri e licei artistici, 100 ricercatori del settore salute e alimentazione – al fianco di altre eccellenze regionali. Ad esempio, per la Liguria ci sono il pesto, il pistacchio di Bronte per la Sicilia, il bergamotto in Calabria. Ma anche residenze e luoghi prestigiosi, belli ma ancora poco conosciuti all’estero, come Villa Adriana nel Lazio, i Trulli di Alberobello della Puglia, le Cinque Terre per la Liguria e i sassi di Matera in Basilicata accanto in questo caso alla melanzana rossa di Rotonda. Adesso l’Abruzzo spinge per inserire altri prodotti e allungare la filiera dell’Expo.

Il governatore Luciano D’Alfonso, accompagnato da Camillo D’Alessandro, ha incontrato il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina e gli ha chiesto di aggiungere pecorino e vino al percorso della pasta. Entro 4-5 giorni dovrà presentare il progetto con la richiesta di integrazione. Poi, nel sito dell’Expo saranno valorizzate L’Aquila e Sulmona come siti di interesse culturale e quindi da scoprire. Riuscirà l’Abruzzo a salire con più valige sul treno dell’Expo?

«È chiaro che ci vorrà una capacità di accoglienza non di poco conto», risponde D’Alfonso a proposito della scommessa turistica.

Intanto sul contenuto progegettuale abruzzese sono stati chiamati a lavorarci anche i nostri tre rettori.(cr.re.)

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