L’Abruzzo cerca 111 segretari comunali

3 Agosto 2019

L’attività amministrativa dei piccoli Comuni rischia la paralisi totale: si alza dal Pescarese il nuovo e disperato grido di aiuto

PESCARA. Segretari comunali introvabili. Sos dai Comuni abruzzesi, un grido d'allarme che suona quasi di disperazione quello che si alza ancora una volta dal fronte dei sindaci, rimasti con poche risorse economiche, poco personale, scarse prospettive di sviluppo e alle prese con le conseguenze del prepensionamento reso possibile con quota 100. Gli uffici della pubblica amministrazione si svuotano sempre di più con il rischio di una paralisi soprattutto per i Comuni sprovvisti di una figura indispensabile: il segretario comunale. Sono 111 su 135, come il Centro denuncia da mesi, i segretari che mancano all'appello in Abruzzo nei centri con meno di 3mila abitanti. Figure che assicurano la correttezza formale degli atti amministrativi e dei rogiti. E che non possono mancare.
APPELLO DEI SINDACI. «In diversi Comuni in Abruzzo siamo quasi al totale blocco dell'attività istituzionale e amministrativa per la prolungata assenza dei segretari. Una situazione che non è più tollerabile», è la denuncia che arriva dal 27enne sindaco di Salle, Davide Morante. «Noi sindaci dei piccoli Comuni montani affrontiamo delle difficili situazioni su tutti i fronti, dalla viabilità alla mancata copertura dei servizi di linee internet veloci». L'isolamento dei piccoli centri montani resta un nodo da risolvere al più presto.
«Siamo senza dipendenti», continua il sindaco, «la situazione rimane impossibile da gestire senza l'ausilio del segretario comunale, continuando a causare disservizi ai cittadini. Rivolgo un appello agli enti che per competenza potranno accogliere questa problematica che interessa tanti centri: siamo in una vera emergenza amministrativa».
Un’emergenza condivisa anche da altri primi cittadini, come quello di Caramanico, Luigi De Acetis. «La carenza di segretari comunali rischia di paralizzare l’attività di territori che spesso vengono lasciati in coda alle priorità delle agende politiche», dice, «per esempio, noi Comuni montani non abbiamo attiva una postazione fissa del 118 che possa servire zone che, con l’attuale situazione, distano più di 30 minuti dalla postazione più vicina. Una situazione di precarietà che non riusciamo a contrastare in assenza di aiuti concreti». Propone d'intraprendere una "mobilitazione forte" il sindaco di Bolognano, Guido Di Bartolomeo, «se non ci sarà un intervento delle istituzioni competenti in tempi strettissimi». Stessa situazione di disagio vive anche il Comune di Abbateggio, con un solo dipendente: «Quando si assenta per le dovute e meritate ferie, il Comune è costretto a chiudere per mancanza di personale. Non abbiamo il segretario comunale, il tecnico e il ragioniere», è la denuncia forte del sindaco Gabriele Di Pierdomenico, «e non si riesce a stipulare nessuna convenzione con altri enti perché privi anch'essi di funzionari in carica disposti a ricoprire i ruoli in altri Comuni anche a causa di scarse risorse economiche».
LA PROPOSTA. Sono 3.500 i segretari in servizio attualmente in Italia, un numero largamente insufficiente. A complicare le cose si aggiunge l’ennesimo rinvio della prova preselettiva per l’abilitazione e l’iscrizione dei segretari all’Albo. Nei giorni scorsi il presidente della Provincia dell'Aquila, Angelo Caruso, ha proposto alla viceministra dell'Economia Laura Castelli, incontrata a Roma, d'istituire «una categoria onoraria di segretari da costituirsi con avvocati e commercialisti, dando così una risposta tempestiva alla criticità».