L’Abruzzo in Angola contro le malattie infettive

La onlus pescarese Marco Di Martino e l’Istituto Zooprofilattico di Teramo in prima linea nel programma di controllo sugli alimenti di origine animale
CASTEL FRENTANO. Censire, esaminare, ispezionare e, alla fine, controllare tutto il ciclo produttivo: questo è il progetto di Sanità pubblica veterinaria “made in Abruzzo” che ha avuto inizio a Lubango, nel sud dell’Angola. Il programma vede il governo della provincia dell’Huìla avvalersi del supporto della onlus pescarese Marco Di Martino e della consulenza dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (Izs) dell’Abruzzo e Molise “G. Caporale” che ha sede a Teramo.
All’incontro hanno partecipato le più alte autorità locali: il ministro dell’Agricoltura dello Sviluppo rurale e della pesca della Repubblica dell’Angola, Afonso Pedro Canga, il governatore della provincia della Huìla, João Marcelino Tyipinge, il suo vice, Sérgio da Cunha Velho, il direttore dei Servizi veterinari angolani, Antonio José. L’attività si inserisce all’interno dell’accordo di collaborazione tecnico-scientifica sottoscritto dal governatore della Huìla e dalla Regione Abruzzo nel 2010.
Il ministro Canga ha definito il progetto «strategico per l’intera nazione, avendo tra i suoi obiettivi il miglioramento della salute pubblica, attraverso la lotta alle zoonosi e la riduzione delle tossinfezioni alimentari». Il principio sul quale si basa il piano di lavoro è questo: non ci può essere salute umana se non si controllano gli alimenti e non si tengono sotto controllo le malattie infettive animali.
Una prima delegazione dell’Istituto Zooprofilattico di Teramo, composta dal direttore generale Arnolfo Fernando, dall’ex direttore sanitario Giacomo Migliorati, dal consigliere di amministrazione Nicola D’Alterio, accompagnata dall’ex presidente del consiglio regionale Nazario Pagano, è andata in Angola lo scorso novembre.
«La prima tappa del progetto», spiega D’Alterio che si è prodigato affinché l’iniziativa andasse a buon fine, «è insegnare alle autorità locali, coinvolgendo la popolazione, come si fa un’anagrafe degli animali, soprattutto bovini. Dopo bisogna controllare le malattie infettive trasmesse tra gli animali e tra questi e l’uomo (zoonosi), quindi si passa al controllo ispettivo e conservazione delle carni con la costruzione di cinque mattatoi rurali e finalmente si passerà a controllare tutta la catena della produzione».
Nel progetto, il cui costo si aggira sui 7milioni di euro e la durata è di cinque anni, sarà coinvolto anche il laboratorio veterinario di Humpata, del quale saranno migliorate le performance diagnostiche atte a certificare la salubrità degli alimenti di origine animale prodotti in Angola e importati. Ipolitici e i tecnici della Provincia della Huìla, decidendo di avvalersi dell’Izs dell’Abruzzo e del Molise, hanno riconosciuto le capacità tecnico-scientifiche sui sistemi d’identificazione e registrazione degli animali dell’Ente di ricerca teramano, che svolge il ruolo di Centro di referenza nazionale per tali attività.
Basti pensare che i bovini della provincia angolana, circa un milione e mezzo di capi, saranno tutti identificati e registrati, in accordo alla normativa europea, utilizzando un software progettato a Teramo, nelle strutture di Campo Boario: quest’attività rappresenta un prerequisito fondamentale per il controllo delle malattie animali e la tracciabilità delle produzioni zootecniche.
Matteo Del Nobile
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