L’Anas sotto esame per la lontra

14 Febbraio 2015

De Sanctis: va rifatto lo studio per la salvaguardia del mammifero

PESCARA. «La Valutazione d’impatto ambientale (Via) andava fatta. Non è vero che così si perde tempo, perché la Via ha ormai tempi certi». Augusto De Sanctis, della Stazione ornitologica abruzzese, commenta così la decisione della Regione di dare l’approvazione, con prescrizioni, al progetto Anas per il completamento della fondo valle Sangro, dalla stazione di Gamberale all’abitato di Quadri, senza sottoporla alla complessità della procedura Via. «Ma con criticità progettuali così evidenti bisognava andarci con i piedi di piombo», dice De Sanctis, sostenendo l’Anas ha scelto tra cinque percorsi alternativi «quello sul versante con maggiori rischi». Riguardo alle criticità,, l’Anas ha precisato in commissione di avere inviato la relazione geologica «alla competente Autorità di Bacino» assente dalla riunione. Il comitato ha di conseguenza deciso che il parere dell’Autorità sul vincolo idrogeologico sarà acquisito in sede di conferenza di servizi. Quest’ultimo è una delle prescrizioni che il comitato ha indicato nell’esprimere il parere di esclusione del progetto dalla procedura Via. Le altre due riguardano «l’esclusione di tutti gli interventi» dall’alveo dei fiumi, anche attraverso «il distanziamento dei piloni» (l’Anas ha assicurato che «le opere di progetto non sono posizionate nell’alveo del fiume»); infine che l’opera sia resa «compatibile con la tutela della specie lontra», anche «attraverso uno studio aggiornato di professionalità competenti». La lontra è uno degli animali a maggior rischio estinzione in Italia e in Abruzzo è presente anche nell’area del fiume Sangro. La scoperta si deve alla biologa dell’università del Molise Anna Loy, uno dei massimi conoscitori di questa specie. Sulla lontra del Sangro ormai si fanno dottorati di ricerca e si conosce molto: dal numero, alle abitudini, al profilo genetico. La scoperta della lontra negli anni’90 fu per gli ambientalisti un segnale della salute delle dei sistemi fluviali dell’Abruzzo, essendo questo mammifero un ottimo indicatore della qualità delle acque in cui vive.

L’Anas aveva in realtà lavorato sull’”emergenza lontra”, ma il comitato non ha ritenuto sufficienti le misure di mitigazione indicate per la sua salvaguardia. Ma De Sanctis boccia lo studio ambientale, tacciato di superficialità: «Basta vedere la tabella sulle specie», dice l’ambientalista, «hanno preso a caso nomi di specie piazzandole qui e lì, come il picchio muraiolo, strettamente legata alle rocce delle gole appenniniche, piazzato nelle aree agricole». Spetterà ora all’azienda di Stato dimostrare che strada e tutela dell’ambiente possono coesistere.

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