L’ex ad: «Arrivò la crisi e subito ci assalirono»

Com’è possibile che un grande gruppo immobiliare crolli all’improvviso e venga sommerso dai debiti? La domanda scuote Flavio Di Gennaro, amministratore dell’omonima società di costruzioni di...
Com’è possibile che un grande gruppo immobiliare crolli all’improvviso e venga sommerso dai debiti? La domanda scuote Flavio Di Gennaro, amministratore dell’omonima società di costruzioni di Tortoreto che, è stato svelato, ha un debito di 18,5 milioni di euro con l’ex Banca Marche. Una storia che a Di Gennaro fa venire gli incubi.
«Ricordo che il debito è collegato a un finanziamento che accendemmo nel 2009 per la costruzione di un grande fabbricato a Giulianova completato nel 2012. Successe che arrivò la crisi e che non riuscimmo a vendere gli appartamenti e a restituire quindi il finanziamento. Di qui fu poi tutto un precipitarsi di eventi e decisioni. Perché quando arrivò la crisi la banca si irrigidì nei nostri confronti».
Flavio Di Gennaro può essere un fiume in piena. Si sente che ne avrebbe di cose da raccontare. Ma si trattiene. Anche perché è in corso l’operazione di concordato al quale l’ex colosso dell’edilizia è stato ammesso, evitando il fallimento: «Abbiamo debiti con Carichieti, poca roba, e soprattutto con Tercas il cui default qui nel Teramano ha mandato in crisi tutti gli imprenditori».
L’ex amministratore associa alla ex Banca Marche frazionamenti mancati dei mutui e acquisti di derivati («andavano di moda, ma nessuno ci ha guadagnato e tutti ci hanno rimesso»). «Guardi», aggiunge, «le dico che quando sei preso dalla crisi tutto ti gira contro e nessuno ti aiuta: i tassi schizzarono al 13% e io ci rimisi subito mezzo milione di euro».(a.mo.)

