La Asl Pescara: pignorare 100mila euro a Del Turco

Partono le azioni esecutive nei confronti dell’ex governatore e di altri sei a causa del mancato pagamento della provvisionale: le altre Aziende che faranno?
PESCARA. La Asl di Pescara vuole avviare i pignoramenti contro l’ex presidente della Regione Ottaviano Del Turco e contro altri 6 ex amministratori coinvolti nel processo sulla Sanitopoli abruzzese. Una delibera del nuovo direttore generale della Asl, Armando Mancini, il neurologo nominato dal presidente Pd della Regione Luciano D’Alfonso e insediato da poco più di un mese, ha dato il via alle «azioni esecutive»: Mancini ha nominato un avvocato per «recuperare» 100 mila euro da Del Turco e dagli altri coinvolti nel presunto intreccio tra tangenti e sanità. Si tratta di un importo che, al termine del secondo grado di giudizio davanti alla Corte d’Appello dell’Aquila, è stato concesso alla Asl, parte civile nel processo, a titolo di provvisionale sul risarcimento dei danni e cioè un eventuale acconto in vista di un futuro pronunciamento della magistratura civile che deciderà, ma soltanto alla fine del giudizio penale che è ancora pendente davanti alla Corte di Cassazione e si chiuderà nel giro di qualche mese.
La Corte d’Appello ha disposto il pagamento della provvisionale a favore della Asl di Pescara e delle altre tre Asl abruzzesi: 100 mila euro per ogni Asl. Quella di Pescara è la prima ad avviare l’iter per le «azioni esecutive» contro Del Turco e gli altri condannati: l’ex braccio destro Lamberto Quarta, l’ex assessore regionale alla Sanità Bernardo Mazzocca, l’ex capogruppo della Margherita Camillo Cesarone, l’ex consigliere regionale Antonio Boschetti, l’ex direttore generale della Asl di Chieti Luigi Conga (la pena di tre anni è stata condonata) e l’ex parlamentare di Forza Italia Sabatino Aracu (l’accusa è stata prescritta). I 7 sono stati condannati al pagamento della somma in solido. Sarà l’avvocato pescarese Domenico Russi ad assistere la Asl nel procedimento per «recuperare» la provvisionale mai pagata: quasi una delibera pilota quella approvata lo scorso 7 aprile da Mancini che può orientare anche il comportamento delle altre Asl abruzzesi, intenzionate ad agire nei confronti degli ex amministratori condannati.
La delibera – un atto senza alcun riferimento esplicito agli ex amministratori ma solo con gli estremi dei procedimenti penali – disegna uno scenario possibile: «È precipuo interesse dell’azienda procedere al recupero della somma assegnata in via provvisionale nonché delle spese legali necessarie per l’espletamento del presente incarico, anche mediante i sequestri conservativi ottenuti dall’azienda e convertitisi in pignoramento a seguito del deposito della sentenza».
Ma i pignoramenti, se ci saranno, non arriveranno a breve tempo: al di là delle regole giuridiche, nelle stanze della Sanità si ragiona anche sull’opportunità politica di aggredire i patrimoni di Del Turco, ex ministro alle Finanze, e degli altri coinvolti prima che la sentenza diventi definitiva: in appello, le condanne del primo grado sono state alleggerite e, adesso, c’è attesa per il pronunciamento della Cassazione che può confermare o riscrivere gli ultimi 8 anni della storia politica abruzzese, a partire da quel 14 luglio 2008, giorno dell’arresto di Del Turco.
L’ex governatore è stato condannato in Appello, il 20 novembre 2015, a 4 anni e due mesi di reclusione, in parziale riforma della sentenza del tribunale di Pescara il 22 luglio 2013 di 9 anni e 6 mesi, per associazione per delinquere e induzione indebita.
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