«La burocrazia blocca il cibo per i poveri»

L’appello del Banco Alimentare, domani in 300 punti vendita la giornata della Colletta straordinaria
PESCARA. Cibo per i poveri a rischio per colpa di burocrazia e promesse non mantenute: i magazzini del Banco Alimentare dell'Abruzzo si stanno svuotando e di qui a qualche settimana rischia di non esserci cibo per chi vive nel bisogno. A lanciare l’allarme è il presidente Luigi Nigliato in occasione della presentazione della Colletta alimentare straordinaria prevista per domani e nel corso della quale migliaia di volontari in 300 punti vendita chiederanno olio, pelati, tonno e carne in scatola, alimenti per infanzia per i 38mila indigenti della regione.
Un'edizione eccezionale della popolare Giornata nazionale della colletta. Ammontano infatti a 85 milioni di euro i fondi che Comunità Europea e Stato italiano hanno destinato all'acquisto di cibo per i 4 milioni di poveri, in base al programma Fead. Ma l'utilizzo di questi aiuti è bloccato da lungaggini burocratiche e promesse non mantenute. Tutto questo mentre le eccedenze raccolte dalla Rete banco alimentare da industria agroalimentare e grande distribuzione organizzata, che vengono distribuite insieme agli aiuti comunitari mediante enti convenzionati, non sono più sufficienti.
«Se si riesce a sbloccare questa situazione che investe le burocrazie dei ministeri dell'Agricoltura e del Welfare e i relativi ministri, che continuano a rinviare le decisioni, l'avvio di queste nuove politiche andrà a regime non prima di ottobre, ma fino ad allora che cosa doneremo ai nostri poveri?», domanda Nigliato.
Domani i volontari con la pettorina gialla inviteranno ad acquistare e donare alimenti a lunga conservazione. «Siamo certi che il nostro popolo risponderà ancora una volta con entusiasmo a questa proposta, riscoprendo la grande esperienza del condividere, specie in un momento di grande bisogno come quello attuale», conclude il presidente.

