La cannnabis terapeutica: così Blasioli incalza Verì

PESCARA. È stata presentata e sarà inserita nell’ordine del giorno del Consiglio Regionale di novembre l’interrogazione del consigliere regionale Pd, Antonio Blasioli, sulla rimborsabilità dei...
PESCARA. È stata presentata e sarà inserita nell’ordine del giorno del Consiglio Regionale di novembre l’interrogazione del consigliere regionale Pd, Antonio Blasioli, sulla rimborsabilità dei farmaci e preparati galenici a base di sostanze cannabinoidi con finalità terapeutiche. «Acclarata la disparità di trattamento che esiste nella nostra regione, ora è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti, perché non esistono pazienti di serie A, né di serie B ma persone che hanno bisogno dei rimborsi per curarsi e attenuare i dolori delle rispettive patologie», così dice Blasioli. «Malgrado la mia interpellanza dello scorso 14 maggio, succede ancora che alcune Asl della Regione rimborsino e altre no. La risposta fornita dall’assessore Nicoletta Verì, all’epoca, in sintesi, ha riconosciuto l’esistenza di due diverse problematiche di intervento: la rimborsabilità dei farmaci che non avviene per alcune Asl e la disparità di trattamento all’interno delle stesse Asl abruzzesi; e la necessità di una regolamentazione per colmare il vuoto normativo. Considerato che lo scorso 29 luglio», continua il dem, «la dottoressa Stefania Melena, dirigente del servizio Assistenza farmaceutica della Regione, ha richiesto alle Asl di comunicare le modalità messe in atto per la rimborsabilità dei preparati cannabinoidi, vorremmo capire a che punto siamo, perché ad oggi le domande poste dall’interpellanza non hanno ancora ricevuto una risposta adeguata».
«In pratica», afferma Blasioli, «succede ancora che nella Asl di Pescara non sia possibile il rimborso e non siano stati adottati gli atti propedeutici alla rimborsabilità di tali prodotti nei casi consentiti dalla legge, questo con grave danno per le famiglie meno abbienti, che a fronte degli alti costi finiscono con l’optare per oppioidi che minano in modo più massiccio lo stato psico-fisico del malato. Chiarisca dunque e in tempi stretti l’assessore alla Sanità, ci dica se la Asl di Pescara ha risposto e se la situazione sarà risolta definitivamente». (c.s.)

