La difesa? I contratti di solidarietà

28 Novembre 2014

Ondifero (Filcams-Cgil): va salvato a ogni costo il posto di lavoro

PESCARA. «La crisi del commercio non è iniziata oggi, ma a differenza dell’industria l’abbiamo avvertita dopo, perché è arrivata dopo il calo dell’occupazione e dopo che i redditi delle famiglie sono diminuiti, causando la contrazione dei consumi». Luca Ondifero è segretario regionale della Filcams Cgil, la Federazione italiana lavoratori commercio, turismo e servizi, impegnata in questi anni a fronteggiare una forte emorragia di lavoro dal settore del commercio.

Piccole attività commerciali e Grande distribuzione organizzata (Gdo) hanno reagito diversamente alla crisi?

«Le piccole attività hanno registrato una drastica e drammatica situazione, perché letteralmente non sono riuscite più a vivere e hanno licenziato direttamente il personale».

Il personale ha qualche forma di tutela?

«Non ha nessun tipo di ammortizzatore sociale, ad eccezione della Cassa in deroga che però col passare del tempo è sempre meno finanziata. Per il 2014 siamo ancora a febbraio, con il dramma che per la stragrande maggioranza si tratta di lavoratori part time e quindi gli assegni sono molto bassi».

E la Grande distribuzione organizzata?

«In Abruzzo dopo il grande boom degli insediamenti, dovuti anche a scelte politiche sbagliate, con concessioni date troppo facilmente a chiunque, da due o tre anni registriamo un fortissimo calo dei consumi che si traduce in licenziamenti collettivi».

In questo caso che tipo di tutela hanno i lavoratori?

«Nella Gdo si possono attivare gli ammortizzatori sociali, ma abbiamo utilizzato maggiormente i contratti di solidarietà che ci permettono il mantenimento dell’occupazione, anche se il reddito del lavoratore viene ridotto. Ma in un momento in cui le imprese continuano a versare in uno stato di crisi dobbiamo fare il possibile per mantenere il posto di lavoro».

Stiamo parlando di contratti a tempo indeterminato. Nel commercio ci sono altri tipi di contratti?

«Sostanzialmente ci sono tutte le 47 tipologie contrattuali che conosciamo. Ma l’occupazione vera non può essere sostituita da contratti finti. Da qui nasce anche la nostra critica al Jobs act». (a.d.f.)

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