La Dompé acquisisce il gruppo Bracco

I sindacati: «Un ottimo segnale nell’ottica di un importante potenziamento del sito aquilano»
L’AQUILA. Sarà pronto nel 2018 il nuovo stabilimento della Dompè: sono iniziati i lavori del progetto industriale da 23 milioni di euro che prevede l’ampliamento e la diversificazione del sito aquilano, che verrà adeguato per ottenere produzioni a maggior contenuto tecnologico. L’investimento di 41,5 milioni di euro, di cui 9,5 finanziati da Invitalia grazie a un accordo di programma, riguarda in particolare lo sviluppo di prodotti innovativi per la cura di patologie dell’occhio e della pelle. Il potenziamento dello stabilimento di Pile porterà, a regime, anche nuovi posti di lavoro, rispetto all’attuale pianta organica che conta, compresi gli interinali, circa 170 addetti. Intanto, nei giorni scorsi è stata firmato l’accordo sull’ingresso in Dompè della divisione farmaceutica del gruppo Bracco, per la quale nel 2016 è atteso un fatturato di80 milioni: opera solo sul mercato italiano con un portafoglio prodotti che include sia farmaci etici appartenenti ai principali settori terapeutici (gastrointestinale, neurologico, endocrinologico e cardiovascolare) sia farmaci da banco e integratori, con alcuni brand molto noti. Un’operazione di cui le organizzazioni sindacali non hanno ancora discusso con l’azienda, per verificare eventuali ricadute sul sito dell’Aquila, una volta concluso il progetto di potenziamento. «Dompè sta realizzando un importante investimento», ha spiegato il segretario della Filctem-Cgil Domenico Fontana, «per rafforzare il sito produttivo aquilano, che è il più grande del gruppo in Italia: i lavori sono partiti e ci è stato confermato che il nuovo stabilimento sarà pronto nel 2018. Il progetto di acquisizione del ramo d’azienda della Bracco non ci è stato illustrato e al momento non sappiamo se potranno esserci eventuali riflessi locali». Per Sergio Dompé, presidente del gruppo, l'operazione rappresenta «una pietra miliare e il completamento del progetto di unione di due culture imprenditoriali fondate su valori in cui credo. Per la nostra azienda raffigura la conferma di un modello che si basa sulla forza della tradizione ricerca dell'innovazione. Sono fiducioso che questo passaggio darà slancio al disegno industriale del gruppo nella logica di uno sviluppo strategico». Oltre ai 23 milioni destinati all’ampliamento degli attuali spazi di 30mila quadrati, l’investimento comprende 13,7 milioni per l’acquisto di macchinari e impianti, mentre 9,3 milioni serviranno per eseguire opere strutturali. Con i restanti 18,5 milioni sarà finanziata l’attività di ricerca e sviluppo per le malattie oftalmiche. Nel settore farmaceutico, l’unico del territorio a non aver avuto contraccolpi in seguito al sisma del 2009, sono impiegate 600 persone, tra Dompè (170 addetti), Sanofi Aventis (280 addetti) e Menarini (130 addetti). ©RIPRODUZIONE RISERVATA

