La grande stangata sui carburanti, blitz anti-speculazioni in Abruzzo

Gasolio a 2 euro al litro, benzina in scia: ecco i prezzi applicati in regione. Ma si muove la Finanza. Coldiretti presenta un esposto alla Procura per chiedere di fare luce sugli aumenti
L’AQUILA. Il prezzo del carburante s’impenna. Il gasolio sfiora – e in alcuni punti vendita supera – i 2 euro al litro. La benzina è in scia. Anche in Abruzzo gli effetti dei rincari si fanno sentire. Gli attacchi di Israele sui depositi di carburante in Iran hanno mandato in tilt i mercati petroliferi internazionali. A pesare sull’andamento del greggio è, in particolare, il timore di un blocco prolungato dello Stretto di Hormuz. L’Osservaprezzi carburanti del ministero delle Imprese e del Made in Italy fornisce un quadro della situazione.
Qualche esempio: all’Aquila la benzina è a 2,255 euro al litro per il servito, 1,755 per il self service; il gasolio è a 2,395 euro al servito e a 1,999 per il self; su Pescara le cifre scendono leggermente: benzina a 1,769 servito, come il self service, mentre il gasolio sfiora i due euro al litro (1,949); a Chieti la media è di 1,839 euro al litro per la benzina servita e 1,798 per il self; il gasolio sfonda i 2 euro, esattamente 2,099 euro al litro; benzina carissima anche a Teramo: 2,069 il servito e 1,789 il self, mentre il gasolio viaggia sui 2,299 euro al litro; ad Avezzano il prezzo è più contenuto, con la benzina a 1,759 servito e 1,732 il self; il gasolio costa 2, 019 euro; più o meno come a Sulmona, dove la benzina si vende a 1,829 euro al self e il gasolio a 2,079 euro; fare il pieno a Lanciano risulta carissimo: 2,029 il servito benzina e 2,339 il gasolio; per il self service si scende, rispettivamente, a 1,829 e 2,139.
La guardia di finanza ha attivato una serie di controlli a campione nei distributori di carburante perché il timore speculazioni è forte. Così si muovono anche le associazioni di categoria: Coldiretti ha presentato un esposto alla Procura di Roma e alle Fiamme gialle per chiedere di fare piena luce sulle possibili manovre speculative sul prezzo del gasolio agricolo. Francesco Tanasi, segretario nazionale del Codacons, ha chiesto un intervento immediato delle istituzioni e si è detto pronto allo sciopero della fame contro il caro carburanti.
Per contrastare l’aumento dei prezzi, che in alcune città ha superato la soglia dei 2 euro al litro, opposizione e Governo concordano sull’attivazione delle accise mobili. Il Codacons, che sta monitorando da giorni la situazione, ha proposto una riduzione di 0,15 euro, così da riportare il prezzo a prima della crisi. In alcune condizioni, come per il servito in autostrada, la benzina arriva anche a toccare quota 2,5-2,6 euro al litro. Ma è il diesel quello che ha visto il prezzo crescere di più. Il prezzo medio si aggira, infatti, intorno alla soglia dei due euro al litro, appena sotto o addirittura superandola. Il Governo centrale ha parlato della possibilità di attivare le accise mobili ,se ci saranno i margini per farlo. Sul tavolo di discussione tutte i possibili interventi per mitigare le conseguenze del conflitto per famiglie e imprese.
Le accise mobili, in particolare, sono un meccanismo reintrodotto nel 2023 per tagliare le accise in caso di aumento del prezzo del carburante. La misura, però, prevede un passaggio attraverso specifiche di attuazione: non è un meccanismo automatico e deve essere sottoposto a una valutazione. La misura potrebbe essere applicata per ridurre di circa 0,15 euro il prezzo dei carburanti. Secondo le rilevazioni dell’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del Made in Italy elaborate da Staffetta Quotidiana, il diesel self service è salito a 1,965 euro al litro, mentre la benzina è arrivata a 1,782 euro al litro, massimo da quasi un anno. Nel fine settimana, come spiega Federpetroli Italia, diversi impianti hanno registrato un aumento anomalo delle vendite di carburanti, segno di una possibile corsa preventiva al pieno dopo l’escalation nel Golfo Persico.
C’è un altro elemento che molti automobilisti stanno notando: il diesel sta aumentando più della benzina. Il gasolio, infatti, è diventato il carburante più “teso” della filiera petrolifera. Il primo fattore è la domanda globale, visto che il gasolio è il carburante del trasporto pesante: camion, navi, macchine agricole e una parte significativa dell’industria. «Negli ultimi giorni – in particolare con riferimento a due delle principali compagnie petrolifere – i prezzi medi applicati alla pompa sono aumentati più dei prezzi consigliati dalle compagnie di riferimento». Lo comunica una nota del Mimit al termine della cabina di regia della Commissione di allerta rapida.
«Una dinamica che sarà ora oggetto di controlli mirati nell’ambito del piano operativo attivato nei giorni scorsi, d'intesa tra Mimit e Mef, dalla guardia di finanza. Il ministero ha preannunciato che oggi «trasmetterà alle fiamme gialle, per gli opportuni accertamenti, un nuovo elenco di casi anomali». Contro l'aumento esponenziale del gasolio agricolo la Coldiretti ha presenta un esposto con la richiesta di «accertare eventuali responsabilità e procedere nei confronti dei responsabili per il reato di manovre speculative su merci». L’iniziativa porta la firma del presidente Ettore Prandini e del segretario generale Vincenzo Gesmundo e nasce a seguito del repentino aumento registrato negli ultimi giorni sul gasolio agricolo agevolato, passato nel giro di circa una settimana da circa 0,85 euro al litro fino a valori che in alcuni casi raggiungono 1,25 euro al litro.
La Coldiretti Abruzzo, in linea con le preoccupazioni nazionali, avverte che le tensioni nel Golfo rischiano di far esplodere i costi dell’energia (+66% atteso) e la filiera agroalimentare. L’associazione agricoltori ha chiesto misure tempestive della Ue e aiuti per garantire i costi di produzione e la sicurezza alimentare. Anche Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno ha lanciato l’allarme rosso sui costi dell’energia, in particolare i prezzi di luce e gas, invitando il governo «ad agire subito per evitare speculazioni, con pesanti ricadute su famiglie e aziende e su tutta la filiera».
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