La lontra? Una sentinella dell’ambiente

Il raro mammifero, indicatore di qualità delle acque, è stato avvistato più volte lungo il Trigno
PESCARA. La Lontra vive anche sul fiume Trigno, il corso d'acqua che segna il confine tra Abruzzo e Molise. La presenza del mammifero altamente protetto e che sopravvive in Italia solo in alcune zone naturali tra cui il parco della Maiella, è stata rilevata più volte nell'area Sic (sito di interesse comunitario) del medio e basso corso del Trigno. Segnalazioni che si aggiungono alle continue conferme della presenza del rarissimo mustelide nel bacino del Sangro dagli anni '90 in poi. Per i naturalisti abruzzesi è motivo di esultanza: la lontra è infatti un ottimo indicatore della qualità delle acque in cui vive. La sua presenza racconta del buono stato dei sistemi fluviali dell'Abruzzo meridionale, conferma Mario Pellegrini, conduttore delle indagini con Francesco Pinchera per conto del centro studi Cisdam. Probabilmente la specie non è mai scomparsa dal territorio regionale, spiegano i due ricercatori. «Si presume che le ultime lontre si fossero arroccate a monte, sul medio e alto corso del bacino del Sangro. In quest'area le connessioni con il bacino del Volturno hanno forse impedito che mai si realizzasse un vero isolamento dell'ultima piccola popolazione abruzzese». Attualmente la frequenza del rilevamento delle tracce lungo il Trigno appare largamente inferiore rispetto a quanto si possa osservare lungo il Sangro. Tuttavia è definita «strategica» la collocazione delle nuove segnalazioni che pongono ancor più la popolazione abruzzese di lontra in continuità territoriale con il principale areale di distribuzione nazionale collocato nell'Italia meridionale. In particolare il bacino del Trigno si interpone tra le aree di presenza storica del Biferno e del Fortore e la popolazione di lontre del bacino del Sangro. La qualità ambientale delle aste fluviali dell'area sangro-vastese viene ulteriormente confermata ponendo queste valli tra le più importanti aree per la biodiversità a livello regionale e nazionale. Non è un caso- sottolineano gli esperti - che le stesse siano interessate dalle più cospicue popolazioni di nibbio bruno e nibbio reale dell'Italia centro-settentrionale e dal limite nord dell'areale della ghiandaia marina. «La tutela di questi straordinari bacini fluviali dovrebbe rappresentare uno dei più importanti obiettivi di conservazione della natura abruzzese, la cui importanza va ben oltre una dimensione regionale».
Jolanda Ferrara
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