La nomina di Gatti lacera il centrodestra

7 Dicembre 2019

Nasce l’asse Sospiri-Marsilio contro D’Eramo (Lega) e Pagano (FI). E in giunta è lite sul bilancio e la nomina nell’Asr

L’AQUILA. Tutti contro tutti in un centrodestra lacerato. Lo strappo più cruento lo causa Lorenzo Sospiri. Il presidente del Consiglio di Forza Italia designa, con un vero e proprio blitz, Paolo Gatti come membro non togato nelle sezione abruzzese della Corte dei conti, un posto da 200mila euro l’anno. Ma lo fa di nascosto dalla Lega e dal suo stesso partito il 26 novembre scorso. Forte dell’appoggio del governatore Marco Marsilio, in questi giorni assente dall’Abruzzo, Sospiri firma il decreto che pubblichiamo a destra scatenando le reazioni del segretario regionale di Fi, Nazario Pagano e del commissario della Lega, Luigi D’Eramo, capo del partito azionista di maggioranza del centrodestra regionale. «Riteniamo che tale nomina sia inopportuna», scrive il primo, «non funzionale all’organismo contabile e sostanzialmente inutile per un miglior funzionamento del Consiglio regionale. Il fatto poi che essa gravi per un milione di euro in un quinquennio aggiunge alla voluttuarietà della decisione politica un pesante esborso che grava sulle tasche degli abruzzesi tutti, prima ancora che su quelle della Regione», tuona Pagano mentre D’Eramo attacca ironizzando: «Prendiamo atto della sostanza del provvedimento e, soprattutto, del fatto che, nonostante i ripetuti richiami della Lega a una maggiore concertazione delle decisioni, il “metodo Marsilio” non sia affatto cambiato nel corso dei mesi, continuando a perseguire la via di scelte effettuate in maniera pressoché personalistica. Constatiamo con favore, invece, quella che è quasi un’anomalia: Gatti, stranamente, non è romano». Ma l’asse Sospiri-Marsilio, il primo di Forza Italia che decide contro la volontà di Forza Italia, e il secondo meloniano doc, conferma scenari di cambiamenti alle prossime elezioni politiche così importanti per i due da prevalere sulla tenuta della maggioranza. Anche se i conti sono stati fatti senza l’oste. La designazione di Gatti infatti non basta perché la nomina ufficiale tocca al presidente Mattarella, così come vengono già annunciati ricorsi dagli altri 23 concorrenti. Ma non è l’unico strappo, visto che ieri in giunta, orfana di Marsilio, l’assessore regionale alla sanità della Lega, Nicoletta Verì, si è vista stoppare da Mauro Febbo (Fi) la delibera che avrebbe tagliato la testa al vertice dell’Agenzia sanitaria regionale, nominando un commissario al posto di Alfonso Mascitelli. E sempre Febbo ha dato l’alt all’assessore Guido Quintino Liris e alla madre di tutte le delibere, quella sul Bilancio, fatta conoscere agli altri assessori solo 24 ore prima dell’esecutivo. Tutto slitta a lunedì quando Marsilio dovrà diventare un sarto provetto. Ammesso che riesca a ricucire tutti gli strappi.