La nuova pista ciclabile? Incompleta e pericolosa

1 Giugno 2016

Critiche ai lavori da parte dei cicloturisti Fiab: curve a gomito e niente segnaletica «Ogni Comune ragiona per sé, questi sono i risultati di quando manca una strategia»

PESCARA. Piste ciclopedonali: è il caso di dire che in Abruzzo c'è ancora tanto da pedalare. Questo poiché non esiste una rete ciclabile regionale nonostante sia prevista espressamente in una legge regionale (n. 8/2013), ma anche il progetto di una ciclovia adriatica, il cosiddetto "bike to coast", è lacunoso, realizzato a spot e in alcuni tratti anche male. E' questo il giudizio che è stato consegnato nel corso di un convegno organizzato all'Università di Teramo sulle prospettive di sviluppo locale in relazione al cicloturirmo. Prospettive che non fanno presagire ottimismo sia per le criticità di carattere generale, che per le caratteristiche di attuazione del progetto.

In linea generale c'è mancanza di unitarietà del progetto e dei lavori, la mobilità ciclistica in Abruzzo non è pianificata, e si va avanti per interventi "spot", spesso slegati fra loro.

Secondo gli esponenti della Federazione italiana amici della bicicletta (la Fiab), gli interventi sono più legati ad esigenze di visibilità politica in un determinato territorio che pensati per reali esigenze infrastrutturali. Se poi si va nello specifico del progetto "bike to coast" è facile osservare come praticamente ogni Comune ha provveduto alla progettazione e affidamento lavori del suo tratto, ma la segnaletica non è pensata nè prevista, molti tratti realizzati non sono a norma, senza punti di sosta/ristoro (bicigrill) e il tratto chietino (via verde costa teatina) con problemi di dissesto idrogeologico.

A titolo di esempio basti pensare che nel Teramano, le piste hanno tutti colori diversi: verde a Martinsicuro, azzurra ad Alba Adriatica, rosso a Tortoreto, gialla a Giulianova. Sulla sicurezza poi ci sarebbe molto da dire. A Martinsicuro ci sono curve “a gomito” pericolose, a Montesilvano le polemiche si sono concentrate sui costi (i detrattori parlano di 120mila euro a chilometro), sul fatto che la pista fosse incassata tra un cordolo e un marciapiedi e quindi pericolosa per i ciclisti, ma anche sulla riduzione dei marciapiedi.

Tra Martinsicuro e Alba Adriatica è stato aperto un ponte, poi chiuso per motivi di sicurezza e quindi riaperto, ma che è praticamente da rifare poiché le travi portanti in legno sono fatiscenti.

«Gran parte di questi ponti», spiega da Raffaele Di Marcello, membro del Coordinamento abruzzese mobilità sostenibile, «sono realizzati in legno perché evocano il naturalismo, ma poi vengono lasciati a marcire e nel giro di 10 anni sono impraticabili perché nessuno fa manutenzione».

Un’altra critica è sull’assenza di una strategia. «Mancano servizi minimi di supporto ai cicloturisti», spiega Di Marcello «che pure possono essere realizzati a basso costo: dalla banale fontanella d’acqua potabile lungo il percorso, a strutture ricettive “bike friendly”».

Attualmente sono partiti i cantieri a Martinsicuro, Alba Adriatica, Tortoreto, Giulianova, Pineto, Pescara, Montesilvano, Francavilla. Mancano Roseto (l'appalto non è stato ancora affidato) e Silvi (lavori appaltati). Il tratto sud, la Via Verde della costa teatina dove i lavori sono più corposi, e cioè l'ex tracciato ferroviario in provincia di Chieti, è fermo alla valutazione dei progetti . «La Proovincia di Chieti ha chiesto una proroga di 180 giorni», spiega l’architetto Alessandro Sonsini, del direttivo Fiab, «questo vuol dire che prima del 30 ottobre non ci saranno passi avanti. Nel frattempo lungo l’ex tracciato agisce l’erosione marina. Interi tratti di costa sono già crollati a Dragoni di Torino di Sangro e a Vallevò di Rocca San Giovanni».

Un passo avanti è invece stato fatto per il ponte sul fiume Vomano: i lavori dovrebbero iniziare a ottobre.

Complessivamente il quadro è questo: in Provincia di Teramo, su 47,5 km di costa, le ciclabili realizzate (ma in parte da adeguare) coprono circa il 79% del totale; in Provincia di Pescara, su 14,2 km, rimane da realizzare il 23% dei percorsi; in Provincia di Chieti, su 69,3 km di costa, solo il 9% risulta coperto da percorsi ciclabili.

Marianna De Troia

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