La promessa di Rama: con un euro aprirete un’impresa in 24 ore

Il primo ministro incontra le imprese abruzzesi a Pescara «Tassazione al 15% e salari bassi, vi aspettiamo»
PESCARA. Sul piatto ha subito messo i numeri, per destare gli interessi degli imprenditori abruzzesi presenti. «Con 1 euro, da noi, in ventiquattro ore, si mette su un’impresa», ha rimarcato in primis, ieri pomeriggio, il premier albanese Edi Rama, durante l’incontro che si è tenuto con gli imprenditori abruzzesi, nella sala consigliare della Provincia, con la presenza, tra gli altri, del presidente della regione Luciano D’Alfonso e del presidente della provincia Antonio Di Marco. E per allettare ancora di più le aziende della regione, Rama ha fatto sapere che «l’imposta per aprire un’attività, non è soffocante come la è in Italia. In Albania è fissata al 15%, e non è progressiva. E qualunque sia il fatturato di un’azienda, la percentuale è sempre la stessa».
Ma non solo. Durante l’incontro di ieri, in cui D’Alfonso si è improvvisato moderatore come trait- d’union tra gli imprenditori e il capo del governo albanese, Rama ha sottolineato, a rimarcare l’appetibilità imprenditoriale della regione schipetara, che il costo del lavoro è molto più basso di quello italiano. «157 euro al mese è il salario minimo dei lavoratori albanesi», ha evidenziato, aggiungendo che «per le imprese non c’è limite al capitale straniero. Un’azienda può essere aperta in Albania anche con un capitale al cento per cento straniero».
Ma i numeri snocciolati dal primo ministro sono proseguiti ricordando che in Albania «sono 19.800 gli italiani, tra imprenditori e lavoratori», aggiungendo che anche «l’imposta sui dividendi è identica a quella necessaria per aprire un’impresa, il 15%. Come pure le tasse sul profitto, sempre pari al 15%, mentre la tassazione del reddito», ha continuato Rama, «varia dallo zero per cento, al 23%. Dipende dai salari. Inoltre», ha osservato, «in Albania non ci sono restrizioni neanche sul rimpatrio dei fondi».
E se questo è il quadro già esistente dipinto da Rama, per accattivarsi maggiormente gli investimenti dei capitali abruzzesi, il capo del governo ha annunciato che in Albania sono allo studio alcune ipotesi legislative per consolidare il mercato.
«Abbiamo avviato un processo di riforme strutturali», ha messo ancora sul piatto il premier, «da una parte per integrare il paese all’Unione europea, ma anche per rilanciare l’economia e dare una spinta al terreno sociale. Pertanto», ha spiegato, «stiamo discutendo su una nuova legge sul turismo e abbiamo stabilito già sia delle zone franche, sia un numero importante di privatizzazioni», ha detto di fronte agli imprenditori, tra i quali alcuni già insediati in Albania, come l’amministratore delegato dei supermercati Conad, Antonio Di Ferdinando, dal 2005 in Albania, con i suoi 34 punti vendita già avviati, e altri 8 in programma, con un fatturato di «50 milioni», ha rilevato ieri l’ad; oppure come Giuseppe Ranalli, del gruppo Tecnomatic, che si è detto «colpito» favorevolmente dalla descrizione offerta da Rama, o Francesco Norcia, che ha definito «allettanti le proposte del presidente», con l’imprenditrice Valentina Maio che ha voluto ricordare che «da due anni, con la nostra azienda, noi già operiamo in Albania nel recupero di metalli e smaltimenti».
E Rama infine ha lanciato anche delle indicazioni. «Noi siamo interessati al campo del manifatturiero, dal tessile ai macchinari», ha suggerito, «ma anche ad altri campi, come l’agroalimentare, il turismo e l’energia». «Tutto ciò significa», ha invece concluso D’Alfonso, «come l’Europa della macro regione rappresenti un’opportunità per tutte le imprese. Oggi era presente l'Abruzzo che produce ed era tutto interessato ad esprimere intrapresa anche in territori diversificati».
Vito de Luca
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