La Regione licenzia manager della Asl

20 Giugno 2019

Parte l’iter per deliberare la decadenza di Mancini, il dg dell’azienda di Pescara. Gli contestano di aver fallito gli obiettivi

PESCARA. La Asl di Pescara sta per perdere il suo direttore generale. Ma questa volta lo spoil system oppure il superamento del limite dei 65 anni d’età non c'entrano. La giunta di Marco Marsilio infatti si avvia a dichiarare la decadenza del contratto di 5 anni siglato nel 2016 con Armando Mancini perché il manager non ha raggiunto gli obiettivi, quelli previsti da un decreto legislativo che regola i rapporti con la Regione e gli obblighi dei dg delle aziende sanitarie. Gli obiettivi sono 20 per i quali occorre avere un voto complessivo pari a 120, al di sotto del quale il contratto viene rescisso. E Mancini, dopo aver superato brillantemente la prima verifica avvenuta nel 2017, diciotto mesi dopo l'inizio la sua esperienza professionale al vertice della Asl pescarese, è stato bocciato nella seconda verifica prevista nei successivi 18 mesi. Quest'ultima è partita a marzo scorso su disposizione del direttore del dipartimento Salute e Welfare, Angelo Muraglia, e si è conclusa con un esito sfavorevole al medico pescarese nominato dall'ex governatore, Luciano D'Alfonso. Il suo punteggio infatti non supera quota 110, ed è al di sotto di dieci punti rispetto all’asticella imposta dal decreto 502 del 1992. Per di più, nel suo caso, non sarebbe stato raggiunto neppure il punteggio minimo pari a 70 per un obiettivo prioritario, quello riferito alla salute e all'assistenza. Questi due fattori, messi insieme, spingeranno la giunta regionale, nei prossimi giorni, a deliberare la fine del contratto. Mancini, così, verrà messo alla porta ma non è detto che resti con le mani in mano. La legge gli dà la possibilità formulare controdeduzioni entro un lasso di tempo relativamente breve, che si aggira sulle tre settimane. Così come non è escluso che ricorra al giudice del lavoro, competente per materia. Ma è presto per dirlo. Una cosa però è certa: il contratto di Mancini, che doveva concludersi naturalmente nel 2021, si risolverà in anticipo allungando la lista dei manager che il governatore Marsilio dovrà sostituire.
Con Mancini il numero sale a tre, tenendo presente i concorsi riaperti per le Asl di Chieti e dell'Aquila. Il discorso poi si complica se è vero quanto si dice su Roberto Fagnano, dg a Teramo, che sarà chiamato a dirigere il dipartimento Salute e Welfare al posto di Muraglia. I manager da scegliere allora diventeranno quattro: un impegno non indifferente per il governatore perché arriva nella fase delicata del riordino della rete ospedaliera abruzzese. Per la quale è indispensabile prevedere, nel momento della scelta, la presenza dei quattro manager Asl insediati ai loro posti.