La Regione vuole salvare altri 5 ospedali

Da Gissi, Casoli e Guardiagrele a Tagliacozzo e Pescina: ecco la delibera. Ma Forza Italia insorge: è una manovra elettorale
PESCARA. Con una delibera di indirizzo, proposta dall’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, la giunta regionale ha chiesto al presidente vicario, Giovanni Lolli, di attivarsi con il governo M5S-Lega per salvare le sorti di cinque ospedali abruzzesi. Si tratta dei presìdi di Gissi, Casoli, Guardiagrele, Pescina e Tagliacozzo che da ospedali di comunità dovrebbero essere promossi a ospedali di base per zone particolarmente disagiate. In parole semplici vuol dire premere il tasto del rewind per tornare a prima del decreto Lorenzin. Non sarà facile, anzi è un’impresa che, peraltro, pone Paolucci sotto il fuoco incrociato delle opposizioni. Sta di fatto che la giunta elenca una serie di motivi che rendono possibile l’operazione-salvataggio. Motivi come il contrasto allo spopolamento delle aree interne, l’adeguamento dei servizi essenziali, la maggiore vulnerabilità in tema di salute riscontrata nelle aree dei 5 ospedali, la prevalenza nella popolazione di ultra 65enni, i fenomeni atmosferici invernali che aumentano i tempi di percorrenza per i residenti. E ancora: il potere della Regione di decidere in materia di sanità dopo l’uscita dal commissariamento, e infine il piano di edilizia sanitaria in corso per garantire una maggiore offerta in un territorio regionale colpito da eventi sismici. Ma immediata è la reazione di Mauro Febbo, consigliere di Forza Italia, secondo il quale: «Dopo l’inconsistente delibera numero 824 sul riordino della rete ospedaliera (la delibera che salva Popoli e Atessa, ndr), spunta dal cilindro della giunta regionale la delibera che riguarda la riorganizzazione dei presìdi di Guardiagrele, Gissi, Casoli, Pescina, e Tagliacozzo, che ci ricorda lo spot di una famosa acqua minerale altissima, purissima, levissima», commenta il forzista. «Questo atto di giunta serve esclusivamente all’assessore Paolucci per svolgere la sua campagna elettorale in vista delle elezioni regionali e per mettere una pezza alle tante criticità riscontrate dal Tavolo di monitoraggio che tornerà a riunirsi a metà novembre», continua Febbo. «Anche quest’atto non viene firmato né dal responsabile dell’ufficio né dal dirigente del servizio né soprattutto dal direttore del compartimento Angelo Muraglia. Pertanto siamo nuovamente di fronte a una delibera senza alcun valore amministrativo», afferma Febbo secondo il quale: «Viene chiesta la denominazione di ospedale di zona disagiata senza una programmazione di offerta sanitaria e senza conoscere il numero dei posti letto e dei reparti». In realtà lo studio sui limiti di posti letto che non saranno superati è riportato nell’atto. Ma per Forza Italia resta una delibera elettorale: «Il verbale del tavolo di monitoraggio», sostiene, «sarà disponibile a fine gennaio, in piena par condicio, per cui gli esiti, certamente sfavorevoli, non potranno essere resi pubblici».

